Soccorso Alpino, feriti gravi e decessi in crescita nel 2022. L'identikit dell'escursionista "sbadato": 50 anni, maschio, italiano e non assicurato

Lunedì 3 Ottobre 2022
Gli interventi del Soccorso Alpino - Foto di 💙♡🌼♡💙 Julita 💙♡🌼♡💙 da Pixabay

BELLUNO - Il 95% circa di chi va in montagna non è assicurato. Un trend confermato in questo 2022 e che non cambia negli anni nonostante i ripetuti appelli del Soccorso alpino e Cai e nonostante gli incidenti in continua crescita. Eppure d'inverno chi frequenta le vette si assicura, ormai per legge: ricordiamo infatti che a partire dal 1 gennaio 2022 è scattato l'obbligo di assicurazione Rct (Polizza della responsabilità civile terzi) per chiunque acceda alle piste da sci. «Ci assicuriamo per tante cose - riflette il capo della delegazione del soccorso alpino Dolomiti Bellunesi -, ma per questo no. Invece è fondamentale e ribadisco l'appello a farlo. Tra l'altro è un'assicurazione che costa poco, parliamo di una ventina di euro. Ne parliamo da anni ma la situazione non cambia: ritengo che dovrebbe diventare obbligatorio, come avvenuto per le piste da sci». D'altronde i dati dimostrano che chi sale in vitta è sempre più impreparato: lo specchio di questo sono i cosiddetti «codici bianchi», ovvero i soccorsi per illesi che anche nella stagione appena conclusa sono quasi la metà. Il 40% per l'esattezza. Ma ecco nel dettaglio i numeri di questi primi nove mesi del 2022, raffrontati allo stesso periodo dell'anno precedente. Gli interventi totali sono cresciuti passando da 978 del periodo 1 gennaio-30 settembre 2021 ai 1002 dello stesso periodo dell'anno in corso.


MORTI E FERITI
In crescita i feriti gravi e i decessi in questo anno segnato dalla grande tragedia della Marmolada. Così i morti sono saliti da 47 dei primi 9 mesi 2021 ai 53 dello stesso periodo 2022, con una aumento del 12%. Anche i codici rossi sono 24 rispetto ai 22 dell'anno precedente. Viaggiano sui 400 (437 nel 2021, 405 nel 2022) i codici bianchi, ovvero persone illese che chiamano i soccorsi perché stanche o impaurite o scarsamente attrezzate: un dato che resta costante, nonostante i ripetuti appelli del soccorso alpino.


LE ATTIVITÀ
A farla da padrone sempre l'escursionismo che riguarda metà degli interventi. Segue l'alpinismo con un centinaio di interventi, ma sono in grande crescita i soccorsi per ciclisti. In particolare montain bike nei percorsi di downhill, cadute che hanno esiti spesso anche mortali. Nel 2022 per questa tipologia siamo sulla settantina di interventi e si sono verificati già due decessi. In grande crescita anche gli incidenti di parapendio: erano solo 24 nei primi 9 mesi del 2021, quest'anno sono saliti a 33. Costanti i soccorsi a fungaioli, una decina circa: un intervento è purtroppo terminato con il recupero di una salma.


LE CAUSE
La caduta è la principale causa di richiesta di aiuto al soccorso alpino: 274 quest'anno, 279 nello stesso periodo del 2021. Poi la scivolata (112) il malore (109) la perdita di orientamento (109) l'incapacità di proseguire (98), il ritardo (34), lo sfinimento (30), il maltempo (21) e tanto altro, compreso il crollo, intervento richiesto una volta in questi primi 9 mesi. In aumento le richiesta di aiuto per valanghe: 19 nel 2022, 13 nel 2021. Un soccorso anche per morso di vipera nel 2022, due per punture di insetti.


L'IDENTIKIT
Il maggior numero degli escursionisti soccorsi ha tra i 50-60 anni (20%), seguiti dalla fascia 20-30 (17%) e 30-40 (135). Sono soprattutto maschi (65%) e italiani (81%). Ma sono tornati alla grande anche gli stranieri con i tedeschi in testa (4,40% degli infortunati), seguiti dagli americani e francesi.


I SOCCORRITORI
Quindicimila le ore lavorate dai soccorritori, con il clou degli interventi nella zona di Cortina d'Ampezzo. Seguono le zone di Auronzo, Agordo e Belluno. (e.s.)
 

Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre, 10:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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