Sicurezza stradale sul ponte Cadore: i sindaci avvertirono Anas nel 2004

Martedì 21 Settembre 2021 di Giuditta Bolzonello
L'ultimo incidente mortale sul ponte Cadore è costato la vita alla 19enne Sara Candeago

CADORE - Che quella strada fosse pericolosa i sindaci del Cadore lo avevano detto già nell’ottobre del 2004. In 15, da Cortina a San Nicolò di Comelico passando per Cibiana e Vigo, firmarono la lettera che l’allora sindaco di Pieve di Cadore Roberto Granzotto scrisse e inviò ad Anas segnalando le preoccupazioni del territorio per il cambio della segnaletica che aveva portato ad invertire le corsie di sorpasso, non più solo per chi viaggia in direzione nord, ma per chi scende e, ancora peggio, anche su quella curva che lo scorso 9 settembre ha concorso all’ennesima tragedia con la morte della 19enne di Sottocastello Sara Candeago.


IL PRECEDENTE
Era il 25 ottobre di quasi 17 anni fa quando Granzotto tra l’altro scrisse: “Desideriamo manifestare la nostra preoccupazione per la scelta effettuata in quanto la doppia corsia in discesa sulla curva costituisce, senza ombra di dubbio, un punto nero per la pericolosità soprattutto in condizioni di fondo stradale e/o innevato”. Ad Anas i sindaci avevano chiesto di modificare la segnaletica per evitare incidenti. La lettera era arrivata anche all’Ufficio Territoriale del Governo, che all’epoca aveva in Lorenzo Cernetig il prefetto che risponde, e si rivolge nella stessa lettera anche ad Anas, appoggiando le istanze dei sindaci forte delle valutazioni che ha chiesto alla Polstrada. Gli esperti della Stradale tra l’altro assicurano: “In considerazione della situazione oggettiva e delle possibili ripercussioni sulla circolazione date dalle condizioni climatiche tipiche della zona, in particolar modo durante i mesi invernali, si concorda con la preoccupazione espressa dal sindaco di Pieve di Cadore circa la fattiva pericolosità del tratto finale del ponte Cadore laddove per il traffico diretto a sud, è prevista la corsia di sorpasso”.


IL SUGGERIMENTO
Anche la Prefettura tramite Polstrada suggeriva di tornare al sorpasso solo in salita, predisponendo la doppia corsia per evitare rallentamenti causati dai veicoli lenti. Da Anas nessuna risposta. Le comunicazioni del 2004 sono atti protocollati che letti oggi aggiungono tanta rabbia e altrettanto sconcerto dopo quanto capitato alla giovane cadorina. Le sollecitazioni per la messa in sicurezza della viabilità in quel tratto di Alemagna arrivano da amministratori e cittadini che chiedono di invertire la direzione del sorpasso prima dell’inverno; la stessa sorella della vittima, Anna Candeago, ha chiesto un intervento affinchè non si debbano più piangere vite spezzate. Cittadini hanno scritto anche al presidente della Regione Luca Zaia, pur consapevoli che non è di competenza regionale la statale, ma affinchè si attivi con chi di dovere. E Zaia ha risposto tramite la sua segreteria, “ho provveduto a inoltrare la richiesta alla Vicepresidenza della Giunta Regionale del Veneto e all’Area Infrastrutture per le opportune valutazioni di competenza sulla criticità rappresentata relativa al tratto stradale”.

 

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