In manette il mago dei Rolex falsi: 45enne cinese si nascondeva in Cadore

Lunedì 9 Dicembre 2019
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CALALZO - Ormai forse non ci pensava più a tutte quelle condanne che aveva sulla sua testa e che si era “guadagnato” per fatti avvenuti quasi 10 anni fa. Zhu Xiaoping, 45enne cinese, lavorava in un negozio in via Nazionale a Calalzo e qui viveva e aveva famiglia. La moglie infatti gestisce un bar in paese e Xiaoping si era inserito, vivendo una quotidianità normalissima come tanti altri residenti. Ma alla fine la giustizia ha fatto il suo corso e è arrivata, lenta e inesorabile. Gli agenti della squadra Mobile di Belluno, diretti da Vincenzo Zonno, sabato pomeriggio lo hanno fermato a Lozzo di Cadore e gli hanno strette le manette ai polsi. Il cinese “cadorino” doveva scontare 4 anni e mezzo per reati che vanno dalla ricettazione alla contraffazione di merci. Alla vista dei poliziotti è rimasto sorpreso. Mai avrebbe pensato di finire in carcere. Ora è a Baldenich, e vi resterà a lungo.
Zhu Xiaoping era il “mago” dei Rolex falsi. In passato venne fermato addirittura con 207 pezzi, tutti perfettamente uguali all’originale. Era il luglio 2008 e il cinese era finito nella rete della polizia, gli agenti della Mobile che con i colleghi della stradale di Belluno lo fermarono mentre saliva in Cadore su una Panda. All’interno dell’auto aveva ogni tipo di orologio di alta gamma, rigorosamente falso. Oltre ai Rolex, aveva 32 Bulgari, 50 Emporio Armani, 50 Pa e tante altre marche. 
Non era la prima volta che finiva nei guai, visto che la sua carriera criminale inizia nel 2005 a Napoli quando si guadagnò un processo per resistenza a pubblico ufficiale. Dal Sud poi salì nel Nord Italia, passando per le spiagge di Jesolo (Ve) dove avrebbe fatto affari d’oro. Qui si sarebbe specializzato nella vendita di merce contraffatte, sempre orologi di grandi marche. Poi a Longarone e a Bellaria Igea Marina, sulle spiagge della riviera romagnola. Ha collezionato in questo modo cinque sentenze per i reati commessi fino all’anno 2008. Cinque condanne per un cumulo di pena totale di 4 anni e mezzo, che non ha mai scontato. Una pena che è diventata esecutiva, dopo l’ultima sentenza passata in giudicato nel 2017. Così i militari della Mobile, che sono risaliti al luogo dove il cinese abitava, hanno eseguito il provvedimento esecuzione pene emesso dalla Procura generale di Venezia. Ora il commerciante cinese si trova dietro alle sbarre di Baldenich. Un caso molto raro, visto che spesso quando si tratta di commercianti cinesi, è molto difficile che la giustizia arrivi in tempo, soprattutto nel caso dei grandi aveasori che molto spesso se la danno a gambe prima della sentenza esecutiva. Ultimo aggiornamento: 13:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA