Domenica 15 Settembre 2019, 17:18

Vaia ha distrutto i boschi ma in Val Visdende nessuno vuole ripiantare gli alberi

Vaia ha distrutto i boschi ma
nessuno vuole ripiantare gli alberi

di Andrea Zambenedetti

BELLUNO -  «Devono passare sul mio cadavere se vogliono ripiantare qualcosa qui». Silvano Eicher Clere è il presidente della Regola di Costalta e del consorzio Visdende che riunisce le quattro Regole del comune di San Pietro. I proprietari terrieri qui hanno le idee chiare: solo la natura può restituire quello che la natura ha tolto. «Riseminare, mettere a dimora le piantine, rappresenterebbe una scorciatoia. Non se ne parla proprio».
 
 

La Val Visdende è uno dei territori più colpiti dalla devastazione di Vaia. È qui, tra le montagne del Comelico, che finisce la prima giornata della Fiera & festival delle foreste di Longarone. Due giorni di convegni e incontri per capire, un anno dopo la tempesta che ha ridisegnato i boschi della provincia di Belluno, quali siano le strategie da intraprendere per i prossimi anni. Mentre tutti si interrogano su cosa e quanto sia utile ripiantare, quassù hanno le idee chiarissime. A quasi undici mesi il cinquanta per cento della Val Visdende è stato ripulito dai tronchi schiantati.
 



Per completare la rimozione le aziende che hanno vinto gli appalti hanno tempo fino a dicembre del 2020, una montagna di legno venduto attorno ai 14 euro al metro cubo, la precedente asta era andata a dieci volte tanto: 147 euro al metro cubo. Poi a terra rimarranno le ceppaie. Le enormi radici degli alberi che dopo la rimozione dei tronchi punteggiano prati e pendii come delle lapidi in un cimitero di guerra.
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5 di 18 commenti presenti
2019-09-16 17:00:05
Quando andavo a scuola si faceva la festa degli alberi, ogni bambino piantava un albero, ogni anno. Adesso ho chiesto a scuola perchè i bambini compreso mio figlio non possono riprendere una tradizione ormai dimenticata, mi è stato risposto dai docenti e dalla preside che se la penso così sono un nostalgico, che oggi le piante creano solo problemi e che vanno tolte per evitare che facciano danni. Sono rimasto basito.
2019-09-16 14:56:35
Se si considera che un terreno con pendenza accentuata e privo di vegetazione puo' facilmente essere soggetto a fenomeni franosi causati dalla pioggia e dalla mancanza di radici, allora si reimpianti subito! Tutte quelle ceppaie con delle radici ancora utili per stabilizzare i terreni, daranno il tempo alle nuove piante di radicare; pertanto non si puo' attendere il naturale rinboschimento anche perche' i costoni esposti al sole potrebbero diventare sterili! (spero che nessuno voglia togliere i ceppi con le radici)
2019-09-16 12:29:08
.. il bosco è per sempre ( legge 3267 del 1923 ) .. reimpiantarlo o comunque rifarlo è un obbligo.. il bosco distrutto secondo la legge è e rimane tale.. pm.pf ( prescrizione di massima e di polizia forestale ) . quindi tutti sono avvisati..
2019-09-16 11:35:25
ovvero vogliono piantare vigne da prosecco pure li per speculare e fare SKEI.
2019-09-16 10:05:10
bel discorso...nel medioevo..al giorno d oggi l uomo ha enormi responsabilità in termini ambientali che il minimo che puo' fare è cercare di compensare disastri simili dando una mano a madre natura accelerando i suoi tempo