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Inchiesta sugli aumenti dei carburanti, la difesa dei gestori: «Il prezzo ci viene imposto»

Giovedì 17 Marzo 2022 di Pietro Alpago Novello
I prezzi dei carburanti sono saliti alle stelle
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BELLUNO - «E’ un’inchiesta che nasce sul fumo – spiega Paolo Colle, gestore di un distributore Agip Eni a Mel di Borgo Valbelluna – noi comunichiamo giornalmente le variazioni di prezzo al Ministero dello Sviluppo Economico e sono le società ad imporre il prezzo. Non c’è niente da nascondere». Queste variazioni di listino, sottolineano gli addetti ai lavori, sarebbero dettate dal mercato e dalle necessità societarie e il tutto accadrebbe però sempre con chiarezza alla luce del sole: «Non posso parlare per i gestori di pompe bianche (private) ma per quanto riguarda i distributori gestiti dalle grandi compagnie (Agip, Eni, Esso, Tamoil, Repsol per citarne alcune) esistono delle filiere di prezzi a cui dobbiamo adeguarci con rapidità». Le indicazioni arrivano dall’alto e devono essere eseguite immediatamente: «Spesso il prezziario viene comunicato durante la notte e deve essere applicato già dalla prima mattina – ha continuato Colle – i cambiamenti avvengono in fretta. E spesso si può variare di diversi centesimi nel giro di una giornata». All’interno della provincia il mercato mette in mostra comunque prezzi molto variegati, ed è possibile dunque individuare differenze abbastanza consistenti da un distributore all’altro. L’aumento dei prezzi comunque non favorisce assolutamente i gestori dei distributori, anzi: il margine di guadagno sul carburante non è in percentuale, ma fisso, e viene dunque drasticamente ridotto dalla crescita dei prezzi.

I CONSUMATORI
Ma a prendere posizione dopo l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Belluno è anche il Codacons che ha depositato l’esposto che ha dato il via agli accertamenti di Finanza e magistrati. L’associazione dei consumatori, infatti, ha presentato denunce penali alla magistratura ed esposti all’Antitrust, aveva chiesto alla Procura di avviare indagini sul territorio volte ad accertare le cause dell’aumento vertiginoso dei listini al dettaglio. La Procura della Repubblica di Belluno ha quindi provveduto all’apertura di un fascicolo volto a fare chiarezza sull’argomento. L’obiettivo? Il focus primario della segnalazione fatta pervenire dal Codacons era sottolineare il rischio che gli attuali rincari dei prezzi, specie quelli di benzina e gasolio, possano essere dopati da fenomeni speculativi tesi a sfruttare la delicata situazione in Ucraina per incrementare i guadagni a danno di consumatori e imprese. Da qui la richiesta, accolta dalla Procura, di verificare con l’ausilio di Guardia di Finanza e Nas eventuali speculazione e illeciti sul territorio, andando ad analizzare con attenzione bolle di acquisto e documenti fiscali presso società petrolifere, grossisti, società di intermediazione e distributori. Un indagine su tutti i livelli, i cui frutti (se ci saranno) verranno alla luce nelle prossime settimane nella speranza di portare maggior ordine su una situazione burrascosa che sta mettendo in seria difficoltà i consumatori.

PARTI OFFESE
Saranno proprio i cittadini inoltre a poter prendere parte attivamente all’inchiesta, fornendo informazioni o addirittura costituendosi parte offesa: «Ora i residenti a Belluno potranno costituirsi parte offesa nella indagine della Procura e chiedere un risarcimento danni nel caso in cui la magistratura dovesse accertare illeciti – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – In tal senso nei prossimi giorni sarà disponibile sul sito del Codacons una apposita pagina dove scaricare i moduli utili. Invitiamo i consumatori a segnalarci qualsiasi anomalia sui prezzi – ha continuato Rienzi - inviando una mail all’indirizzo info@codacons.it».
 

Ultimo aggiornamento: 16:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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