Decine di negozi di montagna chiusi
a fine 2019: «Questo è un omicidio»

Venerdì 3 Gennaio 2020
Lo storico commerciante Baggetto di Castion, che ha chiuso: due clienti lo salutano
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BELLUNO - Se quello che si sta consumando è un «omicidio dei piccoli negozi», come lo chiama il presidente della Camera di Commercio di Treviso Belluno, Mario Pozza, l’arma del delitto che ha inferto il colpo mortale è sicuramente l’obbligo dello scontrino elettronico in vigore dal primo gennaio. Al 31/12/2019 sono stati a decine i negozi bellunesi che hanno abbassato le serrande per sempre. Realtà storiche, botteghe di vicinato che facevano anche un servizio nelle piccole comunità: un patrimonio perso per sempre. Persone a cui lo Stato dovrebbe dare una medaglia, come dice sempre il presidente Pozza, perché tengono un negozio aperto. 
I NUMERI
I dati precisi ancora non ci sono: verranno elaborati, come spiegano dalla Camera di Commercio, a fine gennaio. Già quelli al 30 settembre 2019 comunque parlavano di un declino del piccolo commercio in montagna che non lasciava ben sperare: erano attive 1819 sedi d’impresa, in calo di 74 unità in un anno. Vuol dire che in un anno ha chiuso un’attività ogni cinque giorni. Dal 2009 hanno chiuso 355 imprese. Ma il carico da novanta è arrivato sicuramente in questi giorni, tanto da spingere qualcuno a avviare ieri un sondaggio sulle pagine social. «Conoscete attività commerciali in provincia che hanno chiuso con il 2020?». Ne sono nati centinaia di commenti: ciascuno con il nome di un negozio, riferimento per la comunità perso per sempre. 
LE RAGIONI
«Ci sono diverse attività che chiudono - spiega il presidente della Camera di Commercio, Pozza -. I motivi sono diversi: un po’ perché non c’è il cambio generazionale, un po’ per questi nuovi adempimenti, come lo scontrino elettronico, che hanno dei costi. E il negoziante di una certa età poi si chiede: ma chi me lo fa fare? Sempre più piede stanno prendendo le vendite online. Ma tutto questo è la conseguenza delle liberalizzazioni del decreto Bersani. Una grande catena riesce a tener aperto una settimana intera, un piccolo commerciante come fa a strutturarsi?». «Anziché aiutare i piccoli si è consumato l’omicidio del commercio - prosegue Pozza -. E non mi si racconti che a vendere su Amazon sono i piccoli negozi: ci deve essere una struttura alle spalle anche dal punto di vista commerciale per rapportarsi a grandi come Amazon e una piccola attività non può farlo». 
COSA FARE?
«Il negozietto di Puos - prosegue il presidente Pozza - non può competere con le tesse e le regole del negozio che c’è a Roma o a Milano. A questa gente c’è da dagli una medaglia perché tiene il negozio aperto. Se anche questi non pagassero tasse, ma finché si pagano i loro contributi e si mantengono la loro famiglia è già sufficiente. Qui scontiamo un’arretratezza delle infrastrutture che in montagna è ancora maggiore. I deputati e senatori bellunesi dovrebbero intervenire. Abbiamo un ministro bellunese si metta in pratica un provvedimento per salvare i piccoli negozi alle prese con lo spopolamento, la concorrenza dei centri commerciali e Internet». © RIPRODUZIONE RISERVATA