Il ghiacciaio della Marmolada sta scomparendo Foto

Lunedì 30 Settembre 2019 di Raffaella Gabrieli
Il ghiacciaio della Marmolada sta scomparendo Foto
10

ROCCA PIETORE (BELLUNO) - Requiem per il ghiacciaio della Marmolada che sta scomparendo a vista d'occhio. Nel contesto del circuito FridaysForFuture, ambientalisti mobilitati a difesa della regina delle Dolomiti.



In campo, quindi, attivisti delle associazioni Mountain Wilderness, Peraltrestrade Dolomiti, Italia Nostra Belluno, Free Rivers Italia, Libera Cadore, Giovani e amanti della montagna. Il ritrovo alla diga di passo Fedaia - suddiviso così come la cima tra i Comuni di Rocca Pietore e Canazei e tra le province di Belluno e Trento - è stato seguito dalla salita dei partecipanti al rifugio Pian dei Fiacconi.

SURRISCALDAMENTO DEL PIANETA Riscaldamento globale. L'ingegnere del Cnr: «Fra 80 anni il mare arriverà fino a Mira»
 

 

LEGGI ANCHE Ghiacciaio Monte Bianco, fronte franoso si spacca e raddoppia la velocità

«Siamo stati pochi ma buoni - il commento ironico del gruppo - ma il messaggio speriamo sia chiaro: lottare per contrastare i cambiamenti climatici sul pianeta». «Il ghiacciaio della Marmolada sta svanendo - sottolineano gli attivisti di Mountain Wilderness -, è sotto gli occhi di tutti. Ma nonostante questa ormai evidente realtà si stanno riversando sulla vetta speculazioni e tentativi di assalto che hanno dell'incredibile. Il tutto avviene in assenza di un piano che riqualifichi la montagna intera, anche dal punto di vista paesaggistico. Invece di investire in cultura e storia, anche in Marmolada si tenta di potenziare la rete impiantistica,  costruire grandi terrazze panoramiche in quota. Ecco che anche attraverso questa iniziativa le associazioni aderenti alle giornate di mobilitazione internazionale chiedono al mondo politico che ogni investimento sulla Marmolada porti piena coerenza con i principi ispiratori del piano di gestione 2040 di Dolomiti Unesco. Un percorso, frutto di un iter partecipativo di portatori d'interesse, che pone l'accento sulla sostenibilità dello sviluppo quale grande sfida per la gestione delle nostre montagne e che non può realizzarsi senza prendere consapevolezza e accettare i limiti entro cui esercitare l'azione umana». 

A ROCCA PIETORE
Andrea De Bernardin, sindaco di Rocca Pietore devastato da Vaia, è anche operatore turistico proprio al passo Fedaia. «Sinceramente - afferma - mi aspettavo una partecipazione più massiccia. Un'iniziativa sotto tono che non ho ben compreso. Qual era il fine ultimo degli ambientalisti? Protestare contro i progetti della famiglia Vascellari proprietaria della funivia che sale da Malga Ciapela o della società gardenese che vuole rifare l'impianto che sale a Pian dei Fiacconi? Oppure vorrebbero la cancellazione di tutti gli impianti tout court? Non sono polemico, tanto più che con Mountain Wilderness ho buoni rapporti, ma veramente vorrei capire dove vogliono andare a parare». De Bernardin riferisce poi gli studi di vari glaciologi: «Si sa che nel Medioevo il ghiacciaio della Marmolada non esisteva. Si è formato successivamente, verso il 700, per poi iniziare a regredire a fine 800. Sino ad oggi quando si parla di solo una ventina di anni di vita. Alla luce di ciò, quindi, potremmo essere di fronte a cicli fisiologici che comporteranno la sua riformazione tra molto tempo, quando le nostre generazioni non ci saranno più. Certo è un peccato vedere la cima sempre meno imbiancata da neve e ghiaccio e certo il turismo potrebbe risentirne. Sta a noi individuare il giusto percorso per cercare di salvare capra e cavoli».
Raffaella Gabrieli

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 11:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA