Ex locanda Sandrin addio: ora in val Visdende un moderno albergo

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Yvonne Toscani
La base della nuova struttura alberghiera che sta sorgendo in val Visdende

Posa dei primi moduli di legno per la nuova struttura ricettiva della Regola di Campolongo, in Val Visdende. Ieri è partita la costruzione dell’edificio, in sostituzione della precedente locanda “Da Sandrin”. Un segnale positivo, fatto di un ristorante, un punto vendita bar, cinque camere con bagno, un ascensore, un ampio terrazzo, per un valore complessivo di un milione e 200mila euro, coperto con la vendita del legname più un finanziamento. Ed è il sogno di Graziano Quattrer, presidente della Comunione familiare, scomparso recentemente, che si fa realtà. 


L’IMPEGNO
Dopo anni di faticose salite, il progetto sta subendo un’importante accelerazione che porterà al varo della struttura entro il primo semestre del prossimo anno. Realizzati completamente in legno dalla Brancher Legnami di Trichiana, fin dal primo piano, posizionato ieri, il futuro albergo e punto di servizio si presentano come valida alternativa del vivere lo spazio, unendo le più avanzate tecnologie edilizie al rispetto per l’ambiente e sviluppando una soluzione non solo funzionale, ma anche innovativa, elegante e di design. Il tutto sta incuriosendo, tanto che ieri in molti sono saliti a Pra Marino per osservare da vicino il movimento dell’alta gru che alza e colloca le diverse parti da assemblare. Un risultato partito con non poche difficoltà. La prima ha interessato il rapporto con la Tim. Con l’operatore telefonico, a suo tempo, la Regola ha stipulato un contratto quasi decennale, con la collocazione dell’antenna, per la trasmissione soltanto di voce e non di dati (quindi non funzionale per internet) sull’edificio precedente, pertanto, come primo passaggio, è stato necessario spostare il ripetitore altrove. L’operazione, non particolarmente gradita alla compagnia telefonica, ha ritardato di un paio d’anni il progetto e la Comunione familiare ha dovuto predisporre un piazzale per il rimorchio che attualmente ospita l’antenna. Il costo dello spostamento è stato iscritto a carico delle casse regoliere, per oltre 20mila euro. Nel frattempo è stato attivato il ripetitore di Zovo e la speranza è che, pur mancando ancora un lustro alla fine della validità del contratto, non sia necessario riposizionare lo strumento sulla nuova struttura. 


GLI OSTACOLI
«Ad allungare i tempi hanno poi pensato i Beni ambientali di Venezia – spiega il neopresidente Aldino Del Fabbro – Il primo progetto della Dba Group è stato bocciato, con la richiesta di alcune modifiche sostanziali, dall’accorciamento dei balconi all’orientamento misto delle tavole esterne, in orizzontale e in verticale. Il piano progettuale è stato quindi ripresentato con le correzioni indicate». La scelta di realizzare l’edificio completamente in legno è stata dettata dal contesto e dall’estetica. Il piano terra sarà completato con un rivestimento in pietra. «Finalmente siamo partiti – commenta il caporegola –. Ora procederemo veloci. Sta già arrivando il tetto, anch’esso a moduli, ed entro una ventina di giorni la struttura sarà completata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA