Energia, Lattebusche frena la produzione: «Tempesta perfetta»

Giovedì 6 Ottobre 2022 di Eleonora Scarton
Energia, Lattebusche frena la produzione: «Tempesta perfetta»
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CESIOMAGGIORE - «La tempesta perfetta»: bollette alle stelle, materie prime che scarseggiano e la siccità estiva che ha comportato fienili mezzi vuoti. «Non ho mai visto una situazione del genere. Alcune stalle hanno già chiuso e la previsione è che entro fine anno ci siano altri allevatori che getteranno la spugna»: a parlare è Modesto De Cet, presidente della Cooperativa Lattebusche di Cesiomaggiore, che traccia un bilancio di quella che è la situazione grave che gli allevatori, soprattutto quelli di montagna, stanno vivendo. Una situazione che al momento non vede previsioni di miglioramento. Anzi. L'auspicio è che qualcosa cambi e soprattutto che la politica si metta al lavoro per aiutare i settori che stanno risentendo di questa crisi energetica mondiale.


LE DIFFICOLTÀ
Il momento è difficile per tutti e i prossimi mesi, se possibile, saranno anche più complicati. Anche la Cooperativa Lattebusche sta cercando di parare il colpo. Non è facile soprattutto perché la volontà è quella di aiutare gli allevatori ma nello stesso tempo anche la clientela. Ma «a nostro malincuore abbiamo dovuto fare un lieve aumento dei prezzi. Ci tengo a precisare che non si tratta di speculazione, quella la fanno altri; l'aumento è dettato semplicemente dalla necessità di coprire quantomeno i costi vivi» afferma il presidente della Cooperativa Modesto De Cet che prosegue spiegando che «gli aumenti per noi sono davvero importanti. Abbiamo un aumento del costo degli imballaggi che va dal 15 al 20%; c'è poi il costo della corrente che è fuori controllo. Lo è per lo stabilimento ma lo è anche per le stalle: non siamo al panico, ma quasi».


IL PREZZO
La Cooperativa è al fianco degli allevatori ed ha aumentato già più volte il prezzo del latte. Questo anche perché, altrimenti, molte stalle avrebbero già chiuso. Ma è chiaro che ciò non è sufficiente neanche per coprire l'aumento dei costi. È un palliativo, soprattutto se è vero che i costi della corrente sono destinati ad aumentare ancora».


CALO DELLA PRODUZIONE
Nell'ultimo periodo la Cooperativa ha registrato un calo della produzione del latte del circa il 6% che è riconducibile a diversi fattori. «Il primo è quello della siccità estiva che ha ridotto il raccolto soprattutto nella parte bassa della provincia mentre in quella alta ha piovuto un po' di più e il raccolto è stato maggiore. Il secondo fattore è legato alla chiusura di qualche stalla; allevatori che hanno gettato la spugna perché non più in grado di sostenere i tanti costi. Il terzo fattore è legato alla vendita di alcune vacche da parte di qualche allevatore; una scelta sofferta ma necessaria per poter pagare il mangime. Siamo arrivati a questo punto. Qualcuno, poi, ha ridotto anche il mangime dato agli animali ed è chiaro che meno mangiano meno producono» afferma De Cet.


GLI ALLEVATORI
Gli allevatori sono allo stremo. C'è chi a fine mese si chiede già se nel prossimo pagherà il mangime o la corrente. «Siamo a questo livello. Quanto avanti potremmo andare in queste condizioni?» si chiede De Cet. Presidente che lui stesso è un allevatore e che può spiegare con cognizione di causa quelli che sono i costi che i proprietari delle stalle stanno attraversando. «Per quanto riguarda me, - afferma De Cet -, ho visto in un anno triplicare il costo della corrente, raddoppiare quello del gasolio e quello del mais, un 50/60% in più anche per quanto riguarda il costo della soia. Insostenibile tutto ciò». De Cet sa bene che questa crisi sta coinvolgendo tutti i settori in modo trasversale ma «una fabbrica spegne le macchine, mette in cassa integrazione il personale, aspetta che il mondo cambi e poi forse riprende la propria produzione. Quando una stalla chiude invece poi non riapre più» aggiunge De Cet. E questo, come ben sappiamo, ha una grande ricaduta anche sul territorio, con un abbandono dello stesso.


IL PEGGIO E' PASSATO?
«Io solitamente sono una persona positiva, ma questa volta mi è difficile conclude il presidente -. Credo che il peggio debba ancora venire se qualcuno, e parlo a livello nazionale, non interverrà velocemente ed in modo deciso per dare un aiuto al nostro settore».

 

Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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