Va a rubare, ma percepisce ogni mese 800 euro di reddito di cittadinanza

Martedì 3 Novembre 2020
La ladra fermata in una casa a Safforze prende 800 euro al mese di reddito di cittadinanza
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L’INDAGINE
BELLUNO Fermata con i complici mentre tentava di fare un furto e con la refurtiva di un altro colpo in tasca: percepisce il reddito di cittadinanza di 800 euro mensili. Le indagini che stanno svolgendo i carabinieri della Compagnia di Belluno, con i colleghi della stazione di Sedico, sulla banda di giostrai trevigiani fermati domenica a Safforze, stanno portando alla luce un quadro incredibile. Gli accertamenti dei militari hanno evidenziato come proprio la donna che si era introdotta nella casa di un’anziana di Safforze non avesse certo bisogno di andare a rubare per vivere. S.L., la 35enne che risiede a Treviso città, può contare su 800 euro mensili del reddito di cittadinanza. Pochi? Forse, visto che tutto lascia pensare che arrotondi il mensile con i furti.
L’OPERAZIONE
La scoperta è stata fatta dopo il blitz di domenica quando, nell’ambito di una attività congiunta tra i carabinieri di Sedico, il nucleo Investigativo dell’Arma e il nucleo Operativo e Radio mobile di Belluno i 4 sono stati smascherati. Il gruppo di nomadi V.L., 54 anni, S.L. 35 anni unica donna del gruppo, B.B., 33 anni e A.L., 30 anni, tutti residenti tra Villorba, Paese e Treviso, sono stati denunciati per tentato furto in abitazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. Si aggiravano per le vie minori di paesi e frazioni tra Ponte e Belluno e hanno destato l’attenzione dei cittadini che hanno poi avvisato i carabinieri. Il cerchio è stato chiuso quando l’auto sospetta, segnalata più volte prima a Ponte poi a Belluno, è stata vista attorno alle 10 parcheggiata lungo via Safforze con un uomo alla guida e altri due nelle vicinanze. Poco dopo i militari hanno notato una quarta persona, proprio la donna del reddito di cittadinanza, che stava uscendo dal cortile di una abitazione molto frettolosamente. I carabinieri in borghese hanno fermato i giostrai e li hanno sottoposti a perquisizione. Oltre agli attrezzi del “mestiere”, cacciaviti e grimaldelli, che sono stati sequestrati, la donna aveva un ciondolo, risultato poi rubato in un furto in appartamento il 27 ottobre scorso a Pordenone. 
IL REDDITO
La 35enne incorrerà quindi a un’ulteriore denuncia per ricettazione, ma non passerà alcun guaio, invece, per il beneficio percepito. Incredibilmente infatti il reddito di cittadinanza può essere richiesto anche se ci sono precedenti o condanne per reati comuni. Nei moduli per la richiesta è necessario solo riportare la condanna per gravi delitti. Insomma solo i reati legati alla criminalità organizzata e al terrorismo, ma anche per truffa con l’aggravante dell’aver percepito indebitamente sussidi pubblici, inibiscono l’accesso alla misura di sostegno economico. Nulla di irregolare quindi se la trevigiana arrotonda con ricettazione e tentati furti il cospicuo assegno di 800 euro mensili che le arriva dallo Stato. 
LE BANDE
Al termine degli accertamenti i quattro giostrai domenica pomeriggio sono stati rilasciati e tornati a piede libero. E come quasi per una beffa, proprio mentre i 4 erano in caserma, è stato messo a segno un furto a Sedico, a cui poi sono seguiti altri colpi in serata. Secondo le indagini dell’Arma sono due le bande che stanno facendo razzìe in provincia con colpi nel Feltrino e in città. Arrivano sicuramente entrambe dal Trevigiano: passano diversi appartamenti, in pochi minuti, racimolano il bottino e tornano verso casa. Una, forse, potrebbe essere quella dei giostrai fermati domenica: saranno le indagini in corso a confermare o meno se altri colpi in provincia si possono attribuire alla loro mano. Dell’altra banda non si sa nulla, ma tutto lascia intendere che potrebbe avere le ore contate. 
Olivia Bonetti
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Ultimo aggiornamento: 11:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA