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Estorsione sexy al prete: «Se non mi paghi faccio pubblicare le nostre foto»

Giovedì 19 Maggio 2022 di Davide Piol
Vittima un prete
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ARSIE' - Se non mi dai soldi, chiamo il giornale e gli racconto le cose che abbiamo fatto insieme». Era di questo tenore la minaccia con cui è stato preso in contropiede un 75enne di Conselve (in provincia di Padova), collaboratore dell'unità pastorale di Arsiè, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. Un’estorsione sexy. L’uomo che andava da lui in cerca di soldi gli diceva che doveva obbedire alle sue richiesti, altrimenti avrebbe diffuso dettagli scabrosi che li riguardavano. A processo c’è Bajram Zivolji, 31enne serbo difeso dall’avvocato Monica Casagrande. È imputato di estorsione e tentata estorsione, aggravata dall’età della persona offesa che all’epoca dei fatti era ultra 65enne. Per chi ha svolto le indagini, il serbo avrebbe agito sempre nello stesso modo. In alcune occasioni sarebbe riuscito a farsi consegnare il denaro, in altre no. Ad ogni modo, la tecnica che utilizzava era questa: avvicinava il collaboratore dell’unità pastorale di Arsiè, nei momenti in cui era da solo, e lo minacciava di comunicare ai giornali e quindi di diffondere pubblicamente le informazioni sulla loro presunta relazione, con tanto di foto come prova del rapporto.

Il 75enne padovano rimaneva spiazzato. E non sapendo cosa fare, per evitare lo scandalo, si trovava costretto a consegnargli in più occasioni somme di denaro di importo vario. Non è noto quanto abbia sborsato al serbo. Ma è chiaro che quest’ultimo, nel caso in cui i fatti dovessero essere confermati, si è procurato un «ingiusto profitto». Per la Procura si parla di estorsione. Un reato punito in modo grave con la reclusione da 5 a 10 anni e con la multa da 1.000 a 4.000 euro. La seconda imputazione riguarda invece una tentata estorsione. Alcuni episodi, infatti, non sarebbero andati a buon fine. Bajram Zivolji si sarebbe avvicinato all’ultra 65enne, minacciandolo sempre di diffondere ai giornali informazioni e foto hot che li riguardavano, ma in queste occasioni il collaboratore dell’unità pastorale di Arsiè si sarebbe opposto, rifiutandosi categoricamente di consegnargli il denaro. Per il pubblico ministero entrambi i reati hanno l’aggravante di essere stati commessi nei confronti di una persona anziana e quindi più fragile. Il 31enne serbo ci avrebbe provato da ottobre 2018 a maggio 2019 finché la persona offesa non aveva deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine. Nell’udienza filtro di ieri mattina il pm ha chiesto una perizia sulle intercettazioni eseguite durante le indagini. Il giudice ha rinviato al 22 giugno per dare l’incarico alla dottoressa Sansone e poi al 12 ottobre per sentire i primi testimoni della pubblica accusa. 

Ultimo aggiornamento: 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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