Eliambulanza anche quando cala il buio: 45 approdi per l'emergenza e personale addestrato

Martedì 27 Settembre 2022 di Giuditta Bolzonello
L'elicottero di Pieve di cadore dal 29 settembre volerà anche con il buio

PIEVE DI CADORE Questione di giorni e il buio non farà più paura: dal 29 settembre “Falco” sarà operativo dalle 9 alle 21 dalla nuova base Hems di Pieve di Cadore. Si conferma così l’importante ampliamento delle ore di operatività per l’elisoccorso Suem 118 che il presidente della Regione Luca Zaia aveva annunciato ad inizio agosto all’inaugurazione del rinnovato eliporto cadorino intitolato al compianto primario “Angelo Costola”.

NUOVI ORARI

E così dopo il necessario periodo di addestramento degli equipaggi Falco è ora pronto per spiccare il volo anche dopo le effemeridi, con una estensione dell’attività di soccorso nelle ore serali. Attualmente per condizioni di visibilità, nel periodo invernale quando le ore di luce sono ridotte, l’operatività dell’elisoccorso termina tra le 16.30-17.30. Da giovedì prossimo, invece, grazie alle moderne tecnologie e all’addestramento di parte del personale, l’operatività verrà estesa alle 21 tutti i giorni. «Prolungare l’operatività dell’elisoccorso è un ulteriore passo avanti per questo territorio», ha commentato ieri il direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti, Maria Grazia Carraro.

IL VOLO NOTTURNO

Parte dell’equipaggio della base di Pieve, dopo l’opportuno periodo di addestramento, è ora in possesso delle previste abilitazioni per il volo con visori notturni e l’elicottero attualmente impiegato è certificato per tali operazioni nelle ore di buio. In provincia di Belluno, gli approdi attualmente certificati per il volo notturno sono 45, capillarmente sparsi in tutto il territorio; tra basi omologate, siti illuminati e siti non illuminati, con una copertura capillare del territorio, ed in particolare delle Terre Alte. Il personale delle Centrali operative del Suem ha identificato gli approdi, ottenendo l’assenso dei gestori al loro utilizzo e predisponendo tutte le procedure per l’accesso e l’accensione delle luci. «Il volo con i visori notturni significa maggiore sicurezza per il territorio, garantendo tempi di soccorso molto più rapidi in molte zone delicate anche di notte: penso al Comelico e all’Alto Agordino», commentava il direttore generale Maria Grazia Carraro che come passo successivo intendeva censire altri siti, partendo dall’analisi epidemiologica della provenienza delle richieste di intervento, dai tempi di percorrenza e dagli afflussi stagionali.

I RIFUGI

Detto fatto nell’elenco sono entrati anche i rifugi. Sono questi i rifugi che nell’estate hanno garantito l’approdo notturno all’elisoccorso: Antelao in comune di Pieve di Cadore, Auronzo ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, Averau sopra le 5 Torri a Cortina, Chiggiato in quel di Calalzo, Laresei sopra il passo Valles, Lavaredo nella zona delle Tre Cime, Padova in quel di Domegge, Sasso Bianco in comune di San Tommaso Agordino e Tissi ad Alleghe. Di fatto tutto il territorio provinciale è coperto da un servizio tanto utile quando indispensabile per le località alpine, da Agordo ad Alano di Piave, da Livinallongo a San Pietro di Cadore senza dimenticare le piazzole, già abilitate, a servizio degli ospedali.

I DATI

Bastano pochi numeri a spiegare quanto serva il servizio che il Suem garantisce. L’elisoccorso nel 2021 ha volato 900 volte. Nei primi sette mesi di quest’anno sono state già 726 le missioni con 26 voli notturni, da luglio a fine agosto c’è stata la fase sperimentale del secondo elicottero con base a Cortina che si è dimostrata una grande intuizione e per i territori una vera conquista. 

Ultimo aggiornamento: 07:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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