Ciclismo e doping: l'ex pro Malacarne squalificato anche se ha smesso

Mercoledì 22 Gennaio 2020 di Maurizio Ferin
Davide Malacarne esulta sul traguardo del campionato mondiale Juniores di ciclocross: era il gennaio del 2005

FELTRE - L’ex ciclista professionista Davide Malacarne è stato inibito per un anno dal Tribunale nazionale antidoping: la sanzione, diffusa oggi, mercoledi 22 gennaio, scadrà il 19 gennaio 2021. Attenzione però, questa non è - o non sembra - una storia di doping, ma di negligenza, perfino un po’ grottesca, in un corto circuito di mail spedite, forse non lette, sicuramente non recepite. All’origine del deferimento e della squalifica del ciclista di Lamon, infatti, c'è la violazione dell’obbligo di reperibilità. Malacarne non avrebbe fornito informazioni sui luoghi dove si trovava e dove quindi poteva essere raggiunto per sottoporsi a controlli a sorpresa. Ma Davide sostiene anche di avere comunicato formalmente alla Federazione già a fine 2018 la decisione di non correre più.

Risalgono ai primi mesi di quell'anno, le partecipazioni ad alcune granfondo in mountain bike (ad aprile 2018 il lamonese si classificò secondo a Montecatini), quando ancora riusciva a conciliare l’agonismo con la nuova professione (sempre in ambito due ruote, per Selle Italia). Classe 1987, Malacarne rivelò il proprio talento conquistando il titolo mondiale Juniores di ciclocross nel gennaio del 2005, ma poi si dedicò alla strada e dal 2008 entrò nel mondo dei professionisti. QuickStep, EuropCar e Astana le squadre che lo misero sotto contratto, una sola la vittoria in mezzo a tanto onesto e grintoso lavoro da gregario, ma dal 2016 non arrivarono più offerte. Per lungo tempo Malacarne ha cercato di rientrare tra i pro, senza riuscirci. Ora il suo nome torna d’attualità e lui sicuramente ne avrebbe fatto a meno.

Ultimo aggiornamento: 19:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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