Una gara di solidarietà per ricostruire il borgo distrutto dal rogo

Domenica 6 Giugno 2021 di Raffaella Gabrieli
Uno dei masi distrutti dalle fiamme a Colle Santa Lucia

CANAZEI - A Canazei si spegne l’incendio e si accende la campagna di solidarietà. Dopo l’intera nottata di lavoro da parte di decine di pompieri, ieri mattina le fiamme sono state definitivamente domate. E intanto, a breve, il Comune di Colle Santa Lucia avrà un conto corrente dedicato per avviare le operazioni di rinascita del borgo vista monti Pelmo e Civetta. «A cominciare dall’asporto di tutto il materiale bruciato e per proseguire con il controllo della stabilità dei ruderi rimasti. Quindi messa in sicurezza e garanzia di un minimo di decoro». E’ già partita, al contempo, la ricerca di una nuova casa per lo sfollato Aldo Stefano Sief che ieri non ha perso un momento nel cercare di recuperare quanto possibile da ciò che è rimasto del suo maso. «Ho trovato delle foto di Canazei di oltre trent’anni fa che neppure mi ricordavo di avere - ha detto - Un inaspettato dono simbolico, a fronte del disastro accaduto, che mi farà ricordare com’era la mia casa». Dopo la notte trascorsa in osservazione all’ospedale di Agordo è rientrato al proprio domicilio Beniamino Crispino Pallua, ustionato alle braccia.


AL LAVORO

«La prima cosa da fare - ha spiegato il sindaco Paolo Frena - è trovare un alloggio al 63enne che ieri ha ricevuto la notifica ufficiale di sgombero. Stamattina (ieri per chi legge ndr) ho contattato l’Ater per un appartamento di edilizia popolare che dovrebbe liberarsi a breve a Colle. Nel frattempo stiamo lavorando alla nascita di un conto corrente pensato per dare una nuova dignità a questo borgo che è tra i più belli di quelli dolomitici». L’operazione va ovviamente blindata per evitare che ci siano margini di contestabilità trattandosi di un ente ente pubblico che interverrebbe in materia di recupero di beni di proprietà privata. «Ma l’obiettivo è chiaro - sottolinea - ed è finalizzato alla messa in sicurezza e al decoro del paese che, oltre ad avere più di una ventina di residenti, è anche tra le mete più frequentate dai turisti per le escursioni e merita quindi un progetto di recupero di ampio respiro. Tant’è che io personalmente ma anche i componenti dell’Amministrazione comunale nonché le piattaforme social di Colle Santa Lucia sono invase da messaggi di solidarietà da parte di persone che conoscono Canazei e che danno la disponibilità a fare quanto possibile affinché possa ritrovare la sua identità». Tra le chiamate al sindaco, ieri, quella del ministro Federico D’Incà. «Mi ha raccontato - spiega Frena - di quando quest’estate ha fatto una gita con la famiglia propria nella zona di Canazei e ha conosciuto Stefano: lo ha riconosciuto dalle foto pubblicate dai giornali. Anche lui, uomo del Governo Draghi, ha dato la disponibilità a darci una mano». Nell’affollato gruppo di amici di Canazei c’è anche l’architetto Fulvio Vecchietti. «Una trentina di anni fa - ricorda il primo cittadino - si occupò di mappare Colle Santa Lucia dal punto di vista urbanistico. E proprio a Canazei aveva riscontrato alcuni degli edifici più caratteristici come il maso dei Sief e uno dei fienili bruciati che venne addirittura tutelato dalla Soprintendenza».


L’OPERATIVITÀ

L’area bruciata, per ragioni di sicurezza, è interamente delimitata. «In ogni momento - evidenzia il sindaco - c’è il pericolo che dall’alto cadano dei pezzi. Nessuno, quindi, deve muoversi tra quei ruderi se non gli addetti ai lavori». In realtà, anche se in maniera discreta, ieri non è mancata la passerella dei curiosi che hanno raggiunto il paese per rendersi conto di persona di cosa fosse accaduto. A breve entrerà in vigore una specifica ordinanza comunale che regolamenterà l’accesso alla zona. «Con l’avvio della settimana daremo un’accelerata sulla questione bonifica - entra nel dettaglio Frena - ci sono decine di camionate di materiale da portare via. Tra l’altro i residui degli incendi sono considerati rifiuti speciali e il loro smaltimento costa molto». Ne sa qualcosa il sindaco di San Tomaso, Moreno De Val, che nel gennaio del 2019 si trovò a gestire una situazione simile: a Piaia un incendio distrusse due case e quattro fienili. E intanto il Comune ringrazia i vigili del fuoco per il fondamentale lavoro fatto per far fronte al rogo. Ad unirsi ai ringraziamenti c’è la famiglia di Pietro Sief, le cui case sono state lambite dalle fiamme. «La fortuna, se così si può definire - affermano i Sief - è che l’incendio non sia scoppiato di notte. Se così fosse stato probabilmente ora non saremmo qui a raccontarlo».

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