Vespa a Cortina padrino del primo matrimonio tra due vini: «Per Salvini un buon Primitivo. Per Conte e Di Maio...»

I Vespa. Papà Bruno con i figli Alessandro e Federico

di Marco Castoro

Anche i vini possono sposarsi. Il matrimonio si celebra domani, 21 agosto 2019, a Cortina. Due vitigni di due regioni diverse come il Veneto e la Puglia che si uniscono con la denominazione Terre Giunte. I signori in questione appartengono alla nobiltà del vino, si tratta dell’Amarone e del Primitivo di Manduria, e più esattamente del Costasera di Masi e del Raccontami di Vespa. Già, proprio lui, il numero uno dei giornalisti Rai.
Direttore Vespa com’è nato questo fidanzamento, che cosa ci sarà domani di importante?
«Si terrà la presentazione di un vino che per la prima volta in Italia viene fatto con due vitigni diversi. I due vini Costasera di Masi, il più grande produttore di Amarone e il Raccontami, un Primitivo di Manduria di una piccola azienda, la nostra. Si chiamerà Terre Giunte vino d’Italia, esce un prodotto metà amarone e metà primitivo. Sicuramente di grande gusto».
Si accosta bene l’Amarone con il Primitivo?
«Si sposano benissimo. Vini frutto di passimento. È un segnale di unità tra una regione del nord e una del sud. Interverranno i presidenti di regione Zaia ed Emiliano».
E con l’invecchiamento come la mettiamo?
«I due vini devono essere rigorosamente della stessa annata. Questi saranno del 2016. È una mia vecchia idea, ne ho parlato con il mio enologo Riccardo Cotarella, abbiamo contattato Masi che si è entusiasmato. I due enologi si sono incontrati ed è nato questo brand con due grandi vini. Facciamo soltanto 12 mila bottiglie, che sono pochissime se si pensa al mercato internazionale. Il vino è abbastanza costoso, ha un prezzo importante».
Quanto costa una bottiglia?
«Lo sveleremo domani».
Come verrà distribuito?
«Della distribuzione se ne occuperà per metà Masi, che è un colosso visto che esporta già in 136 paesi stranieri, per metà Vespa che è molto più piccolo ed esporta solo in 20 paesi».
Beh, 20 paesi non è poi così male per l’azienda Vespa. Da quanto tempo si dedica al vino?
«Come commercializzazione da 5 anni, con un’esperienza di almeno 8 anni. Una produzione di 300 mila bottiglie, i più pregiati sono il Raccontami, il Primitivo destinato al matrimonio di domani, e l’Helena, un nero di Troia in purezza. Avevo chiesto a Cotarella che facesse un vino con un sapore internazionale e che costasse un pochino di più dei nostri. Perché Helena esce dalla cantina al costo di 35 euro più Iva, il Raccontami esce a 17 euro più Iva. Volevo un vino che nessuno riconoscesse durante le degustazioni cieche e così è stato. Ha avuto il battesimo l’anno di uscita della prima annata 2014 a Buckingham Palace».
Tutti madre terra Puglia?
«Assolutamente. Tutti vitigni autoctoni, coltivati e prodotti nella stessa zona. Non seguiamo la moda di Chardonnay, Cabernet. Noi solo vitigni pugliesi».
Tutti scelgono la Puglia, come mai?
«Io ci sono capitato per caso ma poi ci sono rimasto perché la Puglia dal punto di vista enologico può ancora dare molto, al contrario di altre regioni che sono esplose. È partita più tardi. Noi abbiamo comprato e ristrutturato una masseria del Cinquecento, che si chiama Masseria Li Reni, situata al centro di una delle nostre vigne. È un agriturismo di lusso, siamo strapieni in questo periodo, per ora abbiamo sette suite, l’anno prossimo ne avremo di più».
Meglio il vino o la politica?
«Io sono appassionato di vino da 40 anni, scrivo di vino da 30 anni, sono allievo di Luigi Veronelli, il quale mi ha insegnato a bere e a scrivere. Mentre della politica me ne occupo da quando sono nato ma non ho mai accettato di farla, col vino invece ci sono caduto».
Il primo bicchiere…
«Da bambino. Però me l’hanno annacquato. Era sicuramente un Cerasuolo d’Abruzzo».
Come mai per i suoi vini non ha mai pensato al suo Abruzzo?
«Mah, io sono capitato per caso in Puglia, tuttavia l’Abruzzo è una regione ormai matura, mentre la Puglia ha più cammino da fare».
E ora parliamo di abbinamenti, argomento molto importante quando si parla di vino. A Giuseppe Conte quale vino è giusto abbinare?
«Con Conte io ho perso una scommessa al Quirinale e ho pagato con una cassetta dei miei vini. Lui è della provincia di Foggia e come Helena è nato in quella provincia. Conte ha molto apprezzato le nostre bollicine, uno spumante rosato da Negramaro in purezza che si chiama Noi tre, io e i miei due figli, per poi dire che non pensava che la sua terra potesse dare dei vini così buoni».
A Conte diamo l’Helena, a Matteo Salvini cosa abbiniamo?
«A Salvini il Primitivo, che è un grande vino».
E a Luigi Di Maio?
«Un Negramaro rosato, anzi un bel Noi Tre, un accostamento perfetto direi».
 
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Martedì 20 Agosto 2019, 13:20






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4 di 4 commenti presenti
2019-08-21 14:38:29
Non gli bastava tediarci in tv o alla presentazione dei suoi capolavori. Adesso manco un’ombra in pace....
2019-08-21 11:43:47
A ogni primitivo il suo Primitivo! :-D
2019-08-21 09:30:25
Fortuna che tra poco scenderano i primi geli ottobrini.. parcheggi deserti no vip no iniziative promozionali.
2019-08-21 08:23:41
Vespa è ancora in giro?