Bimbo circonciso resta menomato: causa all'Uls, chiesto mezzo milione

Martedì 7 Agosto 2018 di Olivia Bonetti
foto di repertorio
16
BELLUNO - Bimbo circonciso e parzialmente evirato: nessun accordo con l'Usl Dolomiti, parte la causa civile e il Tribunale nomina il super perito per accertare il danno. Sarà la dottoressa Sarah Nalin a predisporre la perizia super partes, come da incarico disposto dal giudice del Tribunale di Belluno nell'udienza che si è tenuta a fine luglio. Il danno calcolato dai legali dei genitori del piccolo, che si sono affidati all'avvocato Matteo Mion di Padova, specialista delle cause per malasanità, supera il mezzo milione di euro. L'Usl Dolomiti invece si è affidata all'avvocato Giovanna Losso di Belluno.

I FATTI Era il 24 giugno 2014 quando il bimbo, di origine magrebina oggi residente nel Padovano, allora di 6 anni, venne ricoverato nell'Unità operativa di Urologia dell'ospedale San Martino di Belluno. Doveva essere sottoposto ad un intervento chirurgico di circoncisione. Un'operazione che si era resa indispensabile a causa della patologia definita fimosi, una malattia genitourinaria nell'infanzia. L'intervento doveva essere semplice: un'operazione che veniva fatta in day hospital, ma che in realtà è diventata un incubo. Durante l'incisione circolare con il bisturi, il chirurgo avrebbe rilevato anche la recisione della porzione apicale del glande. Il piccolo insomma è stato parzialmente evirato.

IL CALVARIO Da allora è iniziato il calvario per il bimbo e l'intervento rischia di compromettere per sempre la sua futura vita sessuale. Il giorno successivo il piccolo veniva sottoposto ad un ulteriore intervento chirurgico per la medicazione della ferita e da lì ne sono seguiti tanti altri. Il 27 giugno 2014, il 29 giugno e il primo luglio. Il 7 luglio, presso l'Azienda Ospedaliera di Padova, Servizio di Urologia Pediatrica, il bimbo veniva sottoposto ad una nuova operazione per cercare di risolvere il danno. L'esito finale dei molteplici interventi correttivi non ha comunque riparato un quadro patologico «equiparabile - dicono i legali nel loro ricorso - alla cosiddetta ipospadia (incompleto e anomalo sviluppo di uretra e pene ndr), oltre ad un evidente dimorfismo glandulare».

I DANNI «L'intervento è stato eseguito senza la dovuta prudenza e diligenza», dicono i legali dei genitori del piccolo. I danni causati dall'Usl di Belluno non sarebbero solo quelli riportati dal bimbo (menomazioni con danno biologico permanente pari al 25% oltre alla sofferenza psico-fisica elevata). Danni che come si sottolinea nel ricorso il piccolo «che realizzerà con il raggiungimento della pubertà e con il confronto con i coetanei di analogo sesso e di sesso femminile». I legali mettono in conto anche il danno riflesso patito dai genitori e si arriva a una somma superiore ai 500mila euro. Il giudice del Tribunale di Belluno ha chiesto al perito incaricato di valutare l'errore medico e indagare l'aspetto psicologico di quel trauma. Il bimbo verrà ora visitato dal medico incaricato dal giudice e nei prossimi mesi verrà depositata la perizia e si conoscerà la decisione del giudice.
Pagine 32/33 di 48
     © RIPRODUZIONE RISERVATA