L'utilità dei vaccini deve restare fuori dalle guerre di religione della politica

Caro Direttore,
non ho le competenze del virologo Burioni, non ho le certezze del Ministro Salvini. Ho solo la mia esperienza diretta. Sono nato nel 1963 e mi chiamo Francesco perché mio padre mi ha dato il nome del suo fratellino (mio zio) che a 4 anni, negli anni 30 muore di difterite, malattia ancora endemica.

Se andate su Wikipedia vedete il livello di diffusione che ha ancora in India, Cina, Russia. Nel 1969, avevo 6 anni, nel condominio dove abitavo a Padova spesso venivamo svegliati la notte dai colpi di pertosse del mio amichetto del cuore, Gustavo che si prese la pertosse e per miracolo non ci é morto. Nel 1976, a 13 anni, (non esisteva il vaccino) mi sono preso la epatite B (ora c'é il vaccino), ho fatto 3 mesi in isolamento; ce l'ho fatta da solo, ma ne morivano e ne sono morti tanti (3 sicuri degli 8 che eravamo in stanza agli infettivi di Padova) che ora non muoiono più grazie al vaccino. Questo so dei vaccini e di cosa possono rappresentare e significare.

E non potrò dare giudizi o improperi per i pro vaccini o per i no vax perché ho imparato e fatto mia una frase, detta da un certo Socrate circa 2400 anni fa: «Il vero saggio é colui che sa di non sapere». Prima di parlare o esprimere giudizi o certezze in questo campo che riguarda la vita nostra e soprattutto dei nostri figli sarebbe bene, per tutti noi, ma soprattutto per chi ha ruoli di altissima responsabilità, di ricordarsi sempre di Socrate.


Francesco Cera
Padova


Caro lettore,
credo che ci siano materie che dovrebbero essere lasciate ai margini della polemica politica. Neppure io sono un esperto. Quindi non posso che affidarmi a ciò che dicono gli esperti e gli scienziati. E la larghissima parte di costoro non ha dubbi sull'efficacia dei vaccini. Possiamo quindi discutere sulle modalità con cui i vaccini devono essere somministrati e sulla loro obbligatorietà. Ma sulla loro utilità e necessità la politica dovrebbe evitare di dividersi e di legittimare inutili e dannose guerre di religione.
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Domenica 24 Giugno 2018, 13:43






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5 di 16 commenti presenti
2018-06-25 07:09:58
concordo al 100%
2018-06-25 07:09:43
Egregio Direttore mi fiderei molto di più se la ricerca non fosse portata avanti dalle case farmaceutiche ma da enti liberi. Credo che certe bufale con congrui approvigionamenti di vacini poi totalmente inutilizzati siano troppo recenti. Per rispondere al sig. Cera io sono del 48 sono stato vacinato per vaiolo e polio mi sono cuccato, come tutti all’ora, morbillo, scarlatina, pertosse e altre non ho rischiato di morire e a quasi settant’anni sono qui non mi vacino per l’influenza e l’ultima volta che hanno provato a farmi l’antitetanica appena l’ago mi ha punto ho avuto una reazione importante e non mi hanno fatto l’iniezione. Come vede non tutti i casi sono uguali. Non sono contrario per principio alle vacinazioni 10 non sono poche e ho l’impressione che tanto allarme sia dovuto alle malattie di importazione. Certo se in italia, per disgrazia, dovesse arrivare l’ebola sarà una strage quasi totale.
2018-06-24 16:17:50
Che i vaccini non siano solo un’opinione è sicuramente un dato di fatto acclarato e che certamente siano uno strumento fondamentale di prevenzione sanitaria primaria lo è altrettanto. Le contrarietà espresse (anche su questo blog) non possono però non essere considerate anche perché sostenute da consistenti argomentazioni. E’ già…un bel problema…dato che le tematiche variano dal «diritto all’istruzione» al «diritto alla salute» passando per il rischio dell’ «esclusione sociale». Una soluzione (??) potrebbe essere quella di affermare che le polemiche siano solo strumentali che alla neo ministro della salute (Giulia Grillo, laureata in medicina con specializzazione in medicina legale che, tra l’altro, è stata tra i più convinti oppositori del “decreto Lorenzin”) non interessano dacchè sono assunte come argomento politico e che come tali si devono affrontare con strategia di tipo politico e della cui competenza è il Ministero della Salute (ribadendo che «le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica “non fa” scienza, la scienza la fanno gli scienziati. La politica decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura»)./// E’ cosa buona e giusta? Mah…confused (la scienza non è democratica e la politica molto spesso interessata)
2018-06-24 15:58:48
Se c'è un conflitto di interessi ogni decisione puzza. Burioni è in pieno conflitto di interessi, guardare Pomona srl e fides fharma.....quindi dovrebbe solo stare zitto.
2018-06-25 19:45:29
Nessuna delle due produce vaccini (per farlo ci vuole una VERA azienda, non gli improvvisati produttori di farmaci generici - cosa che NON interessa a nessuno, basta spendere meno). La ricerca devi farla con chi e' in grado di farla (chi studia e ha capacita') ma i fondi statali sono minimi. Invece di comprare F 35 o spendere 5 miliardi in assistenza ai migranti si potrebbe far ricerca in campo sanitario. Oppure si potrebbero utilizzare gli 80 euro di Renzi (10 miliardi/anno). La ricerca scientifica NON la fanno gli stati (tranne in alcuni casi) perche' NON gli interessa e NON gli conviene. Il blocco ex-sovietico, in cui la turpe industria farmaceutica capitalista NON esisteva, NON ha certo brillato nello sviluppo di nuovi farmaci, cure e vaccini. Meglio spendere soldi per produrre mezzi corazzati e testate nucleari. In tutti i campi scientifici di sono DUE stimoli per la ricerca. Quello militare, per mettere a punto armi o tecnologie utilizzabili sul campo di battaglia (con successiva possibile ricaduta benefica sui civili, da Internet ai sistemi satellitari, tanto per fare un paio di esempi tecnologici). L'altro stimolo e' il PROFITTO dei privati che investono soldi per fare altri soldi. Loro si arricchiscono, NOI campiamo di piu' e meglio. SE aspettavamo "lo stato" eravamo ancora a salassi e impiastri di senape.