Conoscere l'italiano non è una pretesa eccessiva nè per i giornalisti nè per i politici

PER APPROFONDIRE: italiana, lettera direttore, lingua
Egregio Direttore,
mi riferisco alla Sua risposta del 22 febbraio u.s., al Sig. Rossani, con la quale evidenziava che se gli errori di grammatica si ripetono da parte di un candidato premier, sarebbe perlomeno lecito attendersi la conoscenza della lingua italiana. Pienamente condivisibile la Sua osservazione: in proposito, peraltro, mi viene in mente l'episodio che ci raccontava la mia professoressa delle scuole medie per farci capire la differenza fra te e tu: «scusa, ormai ci conosciamo, possiamo anche darci del te?» Risposta: «Certamente, a me piace con il limone». Ora, quanti giornalisti, che dovrebbero essere ineccepibili sotto l'aspetto della conoscenza della lingua italiana, adoperano continuamente il pronome te complemento al posto del tu soggetto? Non parliamo poi dell'uso di congiuntivo e condizionale, e di altri ridicoli errori apparsi in articoli di Suoi collaboratori, sul Suo giornale, che io stesso, nel passato, mi son sentito in obbligo di sottoporre alla Sua attenzione, a titolo personale, senza pubblicità alcuna. Condivido con Lei: è un problema di competenza e credibilità. A mio avviso, sarebbe lecito attendersi anche da questa categoria la conoscenza della lingua italiana, a meno che, come dice Lei, non si voglia riservare alla stessa il trattamento speciale da Lei escluso nei confronti del M5S.
P.S. Non escludo che
anche in questa mia ci possa essere qualche strafalcione, ma io non sono né candidato Premier, né giornalista.
G. B.
Mogliano Veneto

Caro lettore,
nei confronti della grammatica e della sintesi chi è senza peccato scagli la prima pietra. I giornalisti commettono certamente errori che, proprio per il lavoro che fanno, non dovrebbero commettere. Ma per quanto ambiziosa e autoreferenziale possa essere la nostra categoria, c'è una certa differenza tra chi scrive su un giornale e chi aspira a governare un Paese. In ogni caso il fatto che i giornalisti commettano talvolta errori grammaticali non è una buona ragione per i politici di imitarli e non ci esime dal segnalare sui nostri giornali gli strafalcioni del deputato o ministro di turno. Nonostante tutto la politica è una cosa seria o almeno dovrebbe esserla. Chiedere che chi vuol governare l'Italia, a qualunque forza politica appartenga, parli correttamente l'italiano non ci sembra una pretesa eccessiva. Dopodiché ne abbiamo viste talmente tante che forse ci capiterà anche un premier che inciampa sui congiuntivi. Ma questa è una decisione che compete agli elettori.
 
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Venerdì 23 Febbraio 2018, 14:19






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5 di 20 commenti presenti
2018-02-24 12:39:16
... il merlo canta sempre o per amore o per rabbia.. ma sempre merlo rimane.. l'uomo che dileggia compra.. spero di cuore che non sia così.. ne sarei gravemente offeso..
2018-02-25 10:50:36
Prendere i medicinali nelle quantita' e orari prescritti mai ?
2018-02-24 12:35:28
Parlare di correttezza grammaticale e usare correttamente i verbi e i sostantivi , a noi Veneti, è come parlare di corda in casa dell'impiccato, per cui che certi strafalcioni vengano fatti dai giornalisti mi pare più grave rispetto alla scorrettezza grammaticale in cui può inciampare un politico in una conversazione. Comunque l'importante è che i concetti espressi siano bene impostati e costruiti in modo tale di essere recepiti correttamente senza lasciare dubbi interpretativi, poi cosa non secondaria, più che alla forma, che è naturalmente importantissima, entrambi le categorie citate dovrebbero essere portatrici di conoscenze e culture adeguate, cosa che mi pare molto spesso carente.
2018-02-24 10:19:38
Amburgo, illusione + fantasia
2018-02-24 10:13:02
Ricolfi:"Perche' siamo antipatici"ovvero sottotitolo"La sinistra ed il complesso dei migliori" Far pesare la propria cultura e preparazione, fa perdere voti .Bisogna averla e non esagerare nell'esibirla o farsene un merito che leva sopra gli altri. Ricordate Fantozzi ed il proclama liberatoriosulgrande filmcorazzata Potemkin??.In realta' non denigrava il film, ma l'esagerazione intellettualoide che lo sovrapponeva a piu' popolari passatempi. C'e ' un conduttore che rimbecca chi pronuncia MASS MEDIA all'inglese.Poi declin il plurale di Curriculum tenedolo uguale.