Cosa ci insegnano le manifestazioni in Cina contro la gestione militare del Covid

Martedì 29 Novembre 2022
Cosa ci insegnano le manifestazioni in Cina contro la gestione militare del Covid
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Egregio direttore,

qualcuno ci aveva indicato ad esempio la gestione della Cina nella lotta al Covid: divieti rigorosissimi, militari per le strade, pene severissime per chi sgarrava. Oggi giornali e televisioni ci raccontano di un Paese che dopo tanto tempo è ancora alle prese con un numero di contagiati molto alto e con proteste diffuse contro i durissimi lock down imposti dalle autorità. Cos'è accaduto? O ancora una volta ci è data data una rappresentazione della realtà diversa della realtà diversa da quella reale?


Egidio Vallin


Caro lettore,
anche a causa della ferrea censura applicata dal partito unico, è sempre complesso comprendere e giudicare ciò che avviene realmente nella Repubblica cinese. Il rigoroso e brutale lock down imposto dalle autorità a quasi tre anni di distanza dall'inizio della pandemia, gli ancora elevati livelli di contagio presenti in quel paese e le sommosse anti-limitazioni di questi giorni, consentono però di fare almeno tre considerazioni. La prima: intorno al Covid si è consumata una vera e propria sfida scientifico-tecnologica tra chi individuava per primo un vaccino efficace contro il virus. Non c'è dubbio che a prevalere siano state le industrie e la ricerca farmaceutica occidentale. Sinovac e Sputnik, i vaccini elaborati e prodotti in Cina e Russia, si sono dimostrati assai meno validi di quelli di Pfizer, Biotech o J&J: diversi studi hanno evidenziato come il tasso di efficacia del Sinovac fosse inferiore al 50%. Ciò che sta accadendo oggi in Cina, soprattutto l'ancora ampia diffusione del virus e la permanente gravità dei suoi effetti sui contagiati, è anche la conseguenza della debolezza del loro vaccino. La seconda: la diffusione del Covid nella Repubblica popolare dimostra, se ancora fosse necessario, l'importanza che hanno avuto i vaccini (ovviamente quelli con un elevato tasso di efficacia) e la vaccinazione di massa nel combattere il Covid. La terza considerazione è più politica: la Cina è una straordinaria potenza economica che non ha però fatto ancora i conti con la democrazia. Il partito comunista ha guidato con il pugno di ferro lo sviluppo e la vita del Paese, cancellando sul nascere ogni forma di dissenso o di libera iniziativa ed espressione. La gestione militare del Covid ne è una dimostrazione evidente. Ma le sommosse e la manifestazioni di questi giorni, anche se non hanno ancora un carattere politico, sono un serio campanello d'allarme per il regime di Xi.

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