Estate di San Martino, ecco perché si chiama così

PER APPROFONDIRE: autunno, caldo, estate, estate di san martino
Estate di San Martino, ecco perché si chiama così
Dopo i primi freddi, e l'abbattersi del maltempo che ha flagellato tutta l'Italia, dall'inizio della prossima settimana assisteremo ad un graduale aumento delle temperature. Si tratta della cosiddetta Estate di San Martino: così viene tradizionalmente definito il caldo anomalo nel bel mezzo dell'autunno. Ovviamente non è qualcosa di puntuale e certo ogni anno, ma comunque abbastanza comune per poter essere definito sulla base di una tradizione cristiana.

Meteo: weekend di pioggia, ma da lunedì sarà "estate di San Martino"



Per Estate di San Martino, infatti, viene definito il periodo, generalmente all'inizio di novembre, in cui le temperature autunnali si alzano, regalando sole e un piacevole tepore. Se nell'emisfero boreale questo periodo coincide con la prima metà novembre, lo stesso fenomeno, nell'emisfero australe, avviene tra aprile e maggio.

L'origine del nome deriva dalla cosiddetta tradizione del mantello di San Martino di Tours: il santo, vedendo un mendicante patire il freddo durante l'acquazzone, gli cede metà del suo mantello, poi fa altrettanto con un altro mendicante. Dopo che San Martino si denuda per far riscaldare gli altri, il cielo si schiarisce e le temperature aumentano vistosamente. Probabilmente, è anche sulla base di questa tradizione che la ricorrenza di San Martino accade proprio in questo periodo dell'anno, per la precisione l'11 novembre.

Al di là della tradizione cristiana, gli aumenti di temperatura in autunno hanno un nome specifico in varie culture. Nei paesi anglosassoni, ad esempio, si parla di estate indiana (Indian Summer), mentre in Russia esiste la cosiddetta estate delle nonne (Bab'e leto).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 9 Novembre 2018, 10:26






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Estate di San Martino, ecco perché si chiama così
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2018-11-10 06:08:01
Lontano ricordo: al CAR di Orvieto in novenbre..tutti incortile e messa al campo contanto di presentatarm a baionetta innestata, al momento dellelevazione delcalice.Si festeggiava San Martino che si taglio' il mantello... esemio dimilitar esoccorrevole.Poi quandoci consegnarono i capottoni di lana pesante, ci venne raccomandato di non tagliarli se troppo lunghi,invece su quest aoperazione ci campavano sarti esterni ..le mamme alla prima licenza.Certi non tagliavano ma facevano eseguire la piega a regola d'arte, scucibile alla riconsegna .Nessuno veramente controlla va il diktat.Piu'che altro, se bagnati dalla pioggia, i cappottoni rilasciavano un odore da pecoroni e da casermaggio..