Latina, compensi da fame ai braccianti: sfruttati a 4,5 euro l'ora, sei arresti

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di Laura Pesino

Sono sei le persone arrestate a Latina nell'ambito dell'operazione contro il caporalato portata a termine dalla Procura, dalla Squadra Mobile della Questura e dal Servizio centrale operativo della polizia di Stato. I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare reclutavano e sfruttavano stranieri centrafricani e rumeni, tramite una società cooperativa con sede a Sezze, distribuendo illecitamente la loro manodopera a decine di azienda agricole, monopolizzando di fatto il settore nelle provincie di Latina, Roma, Frosinone e Viterbo.

Tre persone sono finite in carcere e altrettante ai domiciliari. Cinquanta gli indagati. Tra loro c'è anche un sindacalista, Marco Vaccaro segretario della Fai Cisl che proprio una settimana fa aveva firmato il protocollo d'intesa contro il caporalato. Le altre ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip Gaetano Negro, su richiesta del procuratore aggiunto e del pm Luigia Spinelli, riguardano Luigi Battisti di Latina, Daniela Cerroni di Priverno, entrambi in carcere, mentre sono stati disposti gli arresti ai domiciliari per Luca Di Pietro di Latina, Chiara Battisti di Latina, Nicola Spognardi di Latina, quest'ultimo è ispettore del lavoro a Latina.
 


La cooperativa Agriamici funzionava di fatto come una agenzia interinale anche senza averne titolo e "piazzava" i braccianti in quattro provincie, circa 500 lavoratori che quotidianamente venivano smistati nelle aziende agricole. La cooperativa veniva regolarmente pagata per il lavoro fornito dai braccianti, dagli 8 ai 12 euro, ma ai lavoratori girava solamente 4 euro per ogni ora lavorata, la metà rispetto al minimo previsto dal contratto collettivo nazionale e all'ubbidienza di regole disumane senza la garanzia dei più elementari diritti. I braccianti erano costretti inoltre a iscriversi al sindacato che si occupava anche delle pratiche di disoccupazione: nelle buste paga dei braccianti infatti figuravano le ore necessarie ad ottenere poi dall'Inps il sussidio di disoccupazione. In una intercettazione il sindacalista dice al telefono: «A babbo natale ho chiesto 4 mila disoccupate», già perché per ogni pratica hanno spiegato gli inquirenti in conferenza stampa al sindacato andavano 60 euro.


Si parla di cifre considerevoli. «La Procura ha sequestrato agli arrestati beni e conti per oltre 4 milioni di euro e nel corso delle perquisizioni guidate dal capo della Mobile di Latina, Carmine Mosca, sono stati trovati 500 mila euro in contanti.
«Per la prima volta siamo andati un po' oltre il reato di caporalato - ha spiegato il questore di Latina, Carmine Belfiore - scoprendo perché è possibile questo sfruttamento disumano. C'è un sistema di collusione intorno per cui chi deve copntrollare offre in realtà coperture».
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Giovedì 17 Gennaio 2019, 07:48






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5 di 17 commenti presenti
2019-01-18 10:07:54
li rispedissero a casa (anche perché ci costa anche mantenerli ecc.ecc. [quelli che intasano le galere]) si potrebbero destinare i "5 miliardi" buttati a mare per migliorare le condizioni e gli stipendi dei "disoccupati nostrani" che con la paga dignitosa potrebbero riprendere quei lavori (ovvio senza essere "caporalizzati") che alcuni dicono "non vogliono piu' fare" (certo per 32 euro al giorno ma se "raddoppiassero"? [1.600 al mese e'uno stipendio]
2019-01-18 09:54:17
il dilemma "avere braccianti migranti" con paghe da fame (sfruttamento, caporalato) ma se avessero paghe dignitose (allineate agli "standard europei") allora sarebbero posti ambiti anche dai "disoccupati italiani" e allora non occorrerebbe "importare altri" insomma addio a tante cooperative e onlus i cui "volontari" rimarrebbero a loro volta disoccupati. [poi e' chiaro che se il "lavoratore regolare" abita in una casa, paga le tasse ... non puoi dargli 3 euro all'ora ma chi "vive" in 8-10 per stanza o in certe "bidonville" o "favelas" pure si accontenta (e magari "gli avanzano" per mandarli in Africa cosi pagano gli "scafisti" e arrivano altri!
2019-01-17 18:55:21
vuoi vedere che ora gli agricoltori chiederanno il sussidio e l'indennizzo di categoria (deperimento) perchè non possono più raccogliere i prodotti della terra ? il margine è talmente basso (dicono loro) che possono permettersi braccianti solo di quella caratura (4,5 euro/ora).
2019-01-17 14:00:11
Qualche sindacalista e qualcuno dell'Ispettorato del Lavoro di mezzo ci sono sempre. e questo è solo quello che si viene a sapere.
2019-01-17 13:48:54
...il sindacato....ma avete visto le recenti manifestazioni sindacali?....vedo pochi "nostrani"