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Modi e Moda di Luciana Boccardi

E' TEMPO DI GIOIELLI - SANDI
DOCET - TIFFANY LVMH

 
Sarà perché in un tempo di valori discutibili i gioielli riacquistano anche un potere di garanzia per …tempi incerti. Sarà perché è un’arte tra le più antiche che  sa raccontare  nelle produzioni attuali il massimo di modernità che un artigianato così legato a tecniche e lavorazioni consolidate  in questi tempi sta dimostrando di saper reinventare .  Soluzioni stilistiche  imprevedibili, giochi di fantasia, selezioni di materiali inedite:  le collezioni di gioielli del nostro tempo sono una fonte di ispirazione tra le più signficative di un’arte al cubo. Ne sono prova varie collezioni  tra le quali vale la pena di segnalare “Nomination”,  il nome legato all’arte orafa fiorentina che spopola con il lancio di un bracciale unico nel suo genere, affiancato da proposte che privilegiano basi in acciaio con decorazioni che  spaziano dall’oro 18 k all’oro rosa 9k, all’argento 925 che per la serie  “Composable”  offrono una scelta che va dai piccoli simboli alle iniziali del nome, fino alle vivaci pietre preziose seminaturali.
E da Firenze,  in cerca di proposte inedite entriamo nella tana preziosissima di Sandi dove due allieve del grande maestro padovano realizzano spille  di altissimo valore , anelli, orecchini, quanto la moda possa pensare di regalare in fatto di qualità,  sempre ispirati a un gioco che traduce un fiore in una forma astratta, o una forma astratta in un fiore. Sono le elaborazioni  intorno allo studio di una vita che l’eredità artigiana di  Ferdinando Sandi  consente alle sorelle Soravia,  Emma ed Elena,  di elaborare traducendole  in affascinanti gioielli  che coniugano il fascino di ieri con il dinamismo stilistico di oggi.
Il gioiello però più famoso come firma nel mondo , è  stato - e lo sarà ormai per sempre - un  filo di perle al collo di  Audrey Hepburn in un tubino nero complice di una sua grazia impareggiabile,  nel film che ha contribuito a rendere leggenda anche il nome della gioielleria destinata ad  imporre  nell’immaginario estetico del   Novecento la  vetrina newyorkese di Tiffany  come un luogo  toccato dalla grazia della popolarità più conclamata.
 IL film del 1961 destinato a diventare leggenda , tratto da un racconto di Truman Capote, nasce in realtà da una giornata newyorkese dell’autore che dovendo regalare qualcosa di eccezionale a un giovane con il quale aveva debiti di riconoscenza gli chiese :  “Qual è la cosa più bella che vorresti fare oggi?”  -  “Una  colazione da Tiffany” fu la risposta destinata a diventare anche il titolo di un film.
L’eleganza  indiscutibile  di Audrey Hepburn, firmata allora  per “Colazione da Tiffany” dal  suo  sarto amatissimo, Givenchy,  contribuì non poco alla leggenda che accompagna  ancora oggi  la più ambita vetrina di gioielli d’America. Forse del mondo.
Oggi  su Tiffany-gioielli  ha puntato il suo interesse miliardario Bernard Arnault, patron di LVMH  (che detiene le più grandi griffes della moda mondiale). Dopo l’annuncio dello stanziamento  di 10.000  Euro destinati  dal magnate della moda  a interventi salvifici  nella foresta amazzonica, il plurimiliardario di LVMH, patron delle griffes   Dior, Kenzo, Lacroix, Vuitton,  Givenchy, Loewe,  Pucci, Loropiana, ha acquistato  oggi per una somma di 16 miliardi di dollari, ovvero circa 15 miliardi di Euro,   il marchio leggendario nell’universo del gioiello ,  “Tiffany” ,  la griffe legata indissolubilmente al  titolo di un film del Novecento  (“Colazione da Tiffany”) e alla seduzione maliziosa e ingenua di Audrey  che ne fu protagonista insuperabile..
L’acquisto miliardario del marchio più prestigioso della gioielleria mondiale , Tiffany,  da parte del  francese Arnault  ( a capo di un impero della moda  che non conosce confini ),  racconta come oggi l’economia,  che con la moda sa individuare  nel modo più semplice e diretto quali siano le zone di prodotto più appetibili,  conferma  il mondo del gioiello come una espressione dell’arte  e della fantasia tra le più apprezzate ma soprattutto come  riscoperto bene-rifugio  in una attualità che per l’economia mondiale risulta  comunque incerta e insidiosa.
 Non si sa ancora se LVMH ,  immettendo forze nuove del design specializzato,  rivoluzionerà il mondo creativo di Tiffany, o se invece cavalcherà la forza della tradizione più alta che  - nel nome di Tiffany -  ha raccontato con i gioielli quasi un secolo di moda.
 

Sabato 30 Novembre 2019, 09:39
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