Lunedì 14 Gennaio 2019, 08:34

Sissy, licenziata mentre era in coma
e liquidata con seimila euro.
«Vogliamo la verità sulla sua morte»

Sissy, licenziata mentre era in coma  e liquidata con seimila euro.  «Vogliamo la verità sulla sua morte»

di Davide Tamiello

VENEZIA - Ha vissuto in un limbo per 26 mesi. Oltre due anni di agonia a cui Maria Teresa Sissy Trovato ha messo fine l'altra notte. La giovane agente di polizia penitenziaria, originaria di Taurianova (RC) che ieri avrebbe compiuto 29 anni, era in coma dal 1 novembre del 2016. Quel giorno, un proiettile esploso dalla sua pistola l'aveva raggiunta alla testa, mentre si trovava all'interno di un ascensore dell'ospedale civile di Venezia, dove si trovava per verificare le condizioni di una detenuta che aveva appena partorito. Suicidio, incidente, omicidio: che cosa sia successo quel drammatico giorno d'autunno è ancora un mistero.
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5 di 16 commenti presenti
2019-01-14 17:33:15
Magari avesse visto solo i due innamorati "ai piombi". Probabilmente Sissy non avrebbe fatti quella fine. La verità va cercata nei fatti: 1) colpo accidentale partito dalla canna della rivoltella: molto improbabile, la canna nel fodero punta verso il pavimento e certamente un ascensore non è il luogo più adatto per pulire un'arma o tenerla in mano specie se si è in un reparto di neonatologia. 2) Aggressione non premeditata da parte di terzi nell'ascensore: prevede di disarmare l'agente dopo una colluttazione, caricare l'arma e, prima che l'ascensore giunga al piano aprendo le porte, sparare alla vittima. Rocambolesco e poco plausibile. 3) Aggressione premeditata (magari da un parente di una detenuta): non avrebbe usato l'arma di ordinanza della vittima dato che si ricadrebbe nel punto 2. 4) Omicidio premeditato da parte di un/una collega con la coscienza molto sporca (e nelle forze dell'ordine ormai abbondano simili figure vigliacche a tutti i livelli). Plausibile dato che il/la carnefice potrebbe aver usato la pistola di ordinanaza (in dotazione e quindi senza necessità di disarmare la vittima) per minacciare e indurre Sissy a simulare il suicidio. Il fatto che Sissy si trovasse in ospedale per visitare una detenuta inoltre potrebbe fornire parecchi alibi e infittire ancor di più il mistero. Come in effetti è avvenuto e come forse qualcuno ha prefigurato. 5) Suicidio, non sarebbe né il primo né l'ultimo caso di agente della penitenziaria che si toglie la vita. I motivi sono palesi a tutti e lo Stato è il primo responsabile di tale mattanza (se ne faccia una ragione il Selfini che ogni giorno loda le divise per dare fiato alla carie che ha sui denti). Il resto sono chiacchiere che come giustamente osserva qualcuno servono a giullari dello spettacolo per fare un po' di "audience" noir.
2019-01-14 13:33:15
Forse si vuol seguire l'andazzo tipicamente italico per cui le inchieste giudiziarie durano secoli? Forse si vuol dare linfa a certe trasmissioni tv che su queste vicende ci vivono alla grande? Forse secondo le tradizioni italiche si aspetta, tirando per le lunghe, che saltino fuori improbabili testimoni che a distanza di anni hanno recuperato la memoria?
2019-01-14 10:25:48
Verita' per Maria Teresa! La Giulio Regeni italiana!...
2019-01-14 10:23:25
Dopo due anni...se il periodo di assenza per malattia supera quello massimo previsto dal contratto,a meno che non si tratti di malattia per causa di servizio , qui sta il mistero da indagare.
2019-01-14 12:00:12
quanto zelo! quanta fretta! qualcosa da nascondere?!...