L'incomprensibile balzello "ambientale" sugli acquisti di frutta e verdura al supermercato

PER APPROFONDIRE: a pagamento, balzello, ortofrutta, sacchetti
Egregio direttore, 
dal primo gennaio 2018 per i nuovi sacchetti dei reparti ortofrutta per la frutta e verdura sfusa viene fatto pagare alla cassa un balzello aggiuntivo di 2-3 cent euro. Anche se nel Gazzettino del 04-01 il rappresentante di Legambiente di Treviso parla di polemiche surreali in quanto i clienti hanno sempre pagato ma semplicemente il costo dei sacchetti non era evidenziato. Almeno adesso si vede il prezzo del sacchetto sullo scontrino., In realtà' ora il sacchetto si paga 2 volte: prima a peso, come prima dell'entrata in vigore della nuova tassa, al prezzo della merce che viene messa nel sacchetto, e poi a numero alla cassa. esempio: per comprare delle noci sfuse si prende un sacchetto, si inseriscono le noci e si pesa il tutto sulla bilancia che applica il prezzo sul peso lordo senza tener conto della tara rappresentata dal peso del sacchetto che e' di circa 6 gr . L'incidenza non e' indifferente: se ad esempio le noci costano 6.00 \kg il sacchetto pesato con le noci viene a costare una prima volta intorno ai 3-4 cent (6.00 x 0.006 kg) e poi 2-3 cent alla cassa e soltanto questi ultimi vengono evidenziati sullo scontrino. Si spera che qualche associazione di categoria a difesa dei consumatori presenti un esposto alla magistratura ravvisando nella legge come approvata l'istigazione alla truffa e frode in commercio.

Paolo Rossi
Treviso


Caro lettore, 
per qualcuno 2-3 centesimi sull'acquisto di frutta e verdura possono apparire o essere poca cosa. Ma è il principio che è alla base di questo provvedimento che lascia quantomeno perplessi. Il balzello sulla spesa al supermercato non è una nuova tassa: i soldi non finiscono infatti nelle casse pubbliche per finanziare, per esempio, interventi di difesa dell'ambiente. I centesimi che il consumatore paga in più vengono incassati dal venditore. Viene da chiedersi per quale ragione il governo abbia deciso di intervenire nei rapporti tra consumatori e venditori per imporre questo obolo. Perchè considera il cittadino implicitamente colpevole dell'inquinamento? Perchè vuole eticamente educarlo, punendolo preventivamente? O per quale altra ragione? In ogni caso siamo di fronte all'ennesimo provvedimento, derivato da una disposizione europea, varato senza preoccuparsi di spiegarne la funzione o l'importanza.
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Martedì 9 Gennaio 2018, 14:21






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5 di 47 commenti presenti
2018-01-09 18:04:59
"Il rappresentante di Legambiente di Treviso parla di polemiche surreali in quanto i clienti hanno sempre pagato ma semplicemente il costo dei sacchetti non era evidenziato"....quindi ora mi aspetto un calo dei prezzi, no? E' inoltre demenziale mettere una tassa sull'unico contenitore bio... vassoi di polistirolo per carne, pesce, formaggi e altri prodotti ce ne sono in gran quantità... Avevano detto per riutilizzarli, ma invece non si può...e non si può neppure portarseli da casa... neppure il supermercato può regalarteli.... Una TASSA DEMENZIALE e FASTIDIOSA che solo menti le stratosferiche menti del PD possono aver pensato...
2018-01-09 17:35:44
la scusa per questa truffa legalizzata che va a foraggiare i soliti noti è;lo facciamo per l'ambiente.falso, visto che i famosi sacchettini sono biodegradabili al 40%.se si voleva veramente fare qualcosa per l'ambiente, occorreva mettere a disposizione dei clienti sacchetti in carta riciclata e riciclabile e proibire il preconfezionamento della frutta e verdura con tonnellate di polistirolo e film plastico.
2018-01-09 16:17:05
Ennesimo caso di "malapolitica" intesa come erronea comunicazione ai cittadini elettori. I sacchettini ecologici, fragilissimi, inutili per alimenti pesanti (patate, meloni, cipolle, ananas, etc) costano da 1 a 3 cent e prendono il posto di sacchetti con manico (fragili ma di meno) o ben piu' solidi che ci potevi inserire merce pesante e riutilizzarli in vario modo. Costano poco ? Forse. In una spesa familiare normale su base settimanale o bisettimanale si prendono 6-8-10 tipi di frutta o verdura diverse. Un paio di spese a settimana e sono 20-30 euro/anno. Pochi ? Forse. Ma sono percepiti come un balzello aggiuntivo (anche se prima di certo le bustine NON erano gratis). Alcuni fantasiosi suggeriscono di prezzare le singole mele o pere. Si vede che hanno tempo da perdere alla cassa. Altri di portarsi le buste da casa (evidentemente a casa sono gratuite ...) e/o di usare retine o altri contenitori riciclabili (cosa impossibile nella maggior parte dei supermercati, che alla cassa devono valutare e volte ripesare i singoli acquisti). Ho visto in TV una indignata "non amica di Renzi" ovvero la frequentatrice di leopolde indicata come beneficiaria di questo provvedimento. Antipatica come il suo "non amico" ha spiegato che si fa tutto "per l'ambiente" e la ricerca. Gratis (per lei) ovviamente. italia
2018-01-09 18:37:10
Ci è stato detto che questa misura viene imposta perché 1) decisa dall'Europa; 2) rende gli italiani consapevoli del costo dei sacchetti, e dunque 3) incoraggia a limitare il consumo di plastica a beneficio dell'ambiente. Tutte motivazioni ingannevoli! Certo,la direttiva è europea, ma se l'Europa impone l'uso di sacchetti biodegradabili, non impone affatto che siano pagati 1/2/3 cent al passaggio in cassa. In Francia da tempo si usano questi sacchetti senza alcun sovrapprezzo o arzigogolo all'italiana. Quanto alla consapevolezza degli italiani, tutti sanno che i sacchetti li pagavamo anche prima; ovvio, il supermercato caricava e carica sul prezzo della merce qualsiasi suo costo, dunque sacchetti, carta, grembiule del commesso, spazzettone per le pulizie, ecc. Quel ricarico è rimasto intatto anche dopo il 1 gennaio 2018 (dal prezzo dell'ortofrutta non è stato dedotto alcun importo relativo al costo dei "vecchi" sacchetti), dunque il nuovo balzello è un'aggiunta. Un'aggiunta che equivale a un aumento di quel costo del 100/200/300%!!!! Perché non si è proceduto semplicemente alla sostituzione del tipo di sacchetti senza imporre un tale aumento? Un aumento decisamente didattoriale, che impedisce sia al supermercato sia al consumatore qualsiasi tipo di scelta. Quanto alla diminuzione dell'uso di plastica, altra fandonia! Al contrario, tale uso viene aumentato. Se prima, infatti, potevamo non utilizzare sacchetti per taluni prodotti (per esempio su banane, meloni, avocadi, singoli frutti, ecc si poteva applicare direttamente lo scontrino) ora dobbiamo usare il sacchetto. Se prima potevo riunire più prodotti in un unico sacchetto prezzandolo con più scontrini, ora devo utilizzare un sacchetto per ogni prodotto, anche se minimo. Così se voglio acquistare 5-6 varietà di frutta per una macedonia dovrò utizzare un sacchetto per una mela, uno per una pera ecc. Un assurdo spreco imposto per legge! In un supermercato ieri ho acquistato un cespo di insalata preincartata, ebbene obbligatorio inserirla anche in un sacchetto!!! Se questi non sono folli metodi dittatorialli?! Non si possono utilizzare borse proprie o riutilizzare sacchetti per questioni di igiene; beh, non mi risulta che nel supermercato (o nella catena di produzione) frutta e verdura siano conservate in ambienti sterili!! Il monouso è un'altra diavoleria inventata per spillare soldi. Ai tempi di Manzoni avevano messo la tassa sul pane, che ha poi scandalizzato tutti i posteri benpensanti; ma questo balzello non è forse un parente stretto di quella tassa e di quei beceri improvvidi metodi autoritari?
2018-01-09 18:33:41
Toglietela sta schifezza di legge. Si può ben sperare comunque a rivotare gente cosi'.