L'incomprensibile balzello "ambientale" sugli acquisti di frutta e verdura al supermercato

Martedì 9 Gennaio 2018
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Egregio direttore, 
dal primo gennaio 2018 per i nuovi sacchetti dei reparti ortofrutta per la frutta e verdura sfusa viene fatto pagare alla cassa un balzello aggiuntivo di 2-3 cent euro. Anche se nel Gazzettino del 04-01 il rappresentante di Legambiente di Treviso parla di polemiche surreali in quanto i clienti hanno sempre pagato ma semplicemente il costo dei sacchetti non era evidenziato. Almeno adesso si vede il prezzo del sacchetto sullo scontrino., In realtà' ora il sacchetto si paga 2 volte: prima a peso, come prima dell'entrata in vigore della nuova tassa, al prezzo della merce che viene messa nel sacchetto, e poi a numero alla cassa. esempio: per comprare delle noci sfuse si prende un sacchetto, si inseriscono le noci e si pesa il tutto sulla bilancia che applica il prezzo sul peso lordo senza tener conto della tara rappresentata dal peso del sacchetto che e' di circa 6 gr . L'incidenza non e' indifferente: se ad esempio le noci costano 6.00 \kg il sacchetto pesato con le noci viene a costare una prima volta intorno ai 3-4 cent (6.00 x 0.006 kg) e poi 2-3 cent alla cassa e soltanto questi ultimi vengono evidenziati sullo scontrino. Si spera che qualche associazione di categoria a difesa dei consumatori presenti un esposto alla magistratura ravvisando nella legge come approvata l'istigazione alla truffa e frode in commercio.

Paolo Rossi
Treviso


Caro lettore, 
per qualcuno 2-3 centesimi sull'acquisto di frutta e verdura possono apparire o essere poca cosa. Ma è il principio che è alla base di questo provvedimento che lascia quantomeno perplessi. Il balzello sulla spesa al supermercato non è una nuova tassa: i soldi non finiscono infatti nelle casse pubbliche per finanziare, per esempio, interventi di difesa dell'ambiente. I centesimi che il consumatore paga in più vengono incassati dal venditore. Viene da chiedersi per quale ragione il governo abbia deciso di intervenire nei rapporti tra consumatori e venditori per imporre questo obolo. Perchè considera il cittadino implicitamente colpevole dell'inquinamento? Perchè vuole eticamente educarlo, punendolo preventivamente? O per quale altra ragione? In ogni caso siamo di fronte all'ennesimo provvedimento, derivato da una disposizione europea, varato senza preoccuparsi di spiegarne la funzione o l'importanza. © RIPRODUZIONE RISERVATA