Contaminazione lungo il fiume Sacco, una nuova ricerca conferma i fattori di rischio per la popolazione

Lunedì 6 Aprile 2020 di Pierfederico Pernarella
Contaminazione lungo il fiume Sacco, una nuova ricerca conferma i fattori di rischio per la popolazione

Età, consumo di acqua dai pozzi locali e consumo di cibi locali (in particolare uova e manzo) sono i principali fattori di rischio per la contaminazione umana da beta-esaclorocicloesano(β-HCH).

La conferma arriva da un recente studio svolto in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 5 e del National Health Institute Finlandese che ha approfondito l'analisi sulle principali cause sulla salute umana della presenza del sottoprodotto dell'insetticida prodotto dall'ex Bpd di Colleferro all'origine del disastro ambientale della Valle del Sacco, tra le province di Frosinone e Roma.

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I programmi di Sorveglianza sanitaria ed epidemiologica sulla popolazione residente entro un chilometro del fiume Sacco condotti dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio hanno già accertato che il β-HCH ha contaminato le persone attraverso la catena alimentare, con il consumo di carni e ortaggi prodotti negli allevamenti locali e alimentati con le acque contaminate.

Il nuovo studio (qui la pubblicazione in lingua inglese) si è focalizzato su questo aspetto e lo ha approfondito. La ricerca è stata condotta su un campione di circa 600 persone, riconducibili a 225 famiglie, residenti nel raggio di un chilometro del fiume Sacco.

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Il fattore età 
Ebbene solo in 7 persone è stata trovata una concentrazione di β-HCH nel sangue inferiore ai limiti di rischio. C'è poi il fattore età, uno dei quelli che incide di più. Ed è stato notato che tale concentrazione aumenta nelle persone con più di 50 anni e diventa ancora più elevata in quelle con oltre 70 anni.

Il livello è più elevato tra le donne e soprattutto la concentrazione aumenta in precisi gruppi familiari, così come è stata riscontrata la già nota contaminazione attraverso l'allattamento al seno.

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Pozzi, uova e carne
Il veicolo principale di trasmissione sono stati i pozzi d'acqua privati utilizzati per irrigare i campi e altri fini domestici, ma anche con il consumo di uova e carne bovina prodotti in allevamenti locali.

È stato poi notato che c'è un rischio maggiore di avere alti livelli di β-HCH nel sangue nelle persone con un BMI (indice di massa corporea) elevato.

Secondo lo studio la contaminazione dei residenti è iniziata in un tempo molto precedente a quello in cui, era 2005, scoppiò l'emergenza ambientale. Questo è dimostrato dal fatto che nelle persone anziane la concentrazione di β-HCH è notevolmente più elevata.

 

Ultimo aggiornamento: 09:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA