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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Uomo P/E 2020: "habit" Cucinelli -
"Doria" in testa e una cravatta Marinella

               
 
Metti un Grand Tour in piena regola però a rotte invertite:  si parte dalla Puglia e si viaggia in cerca di paglia, quella che in estate concede il suo nome al capello di paglia immancabile, d’obbligo nel 2020 come è stato proposto nella vetrina internazionale di Pitti Uomo con la firma di Doria che da sola basta a concedere la cifra di lettura per il cappello più personalizzato.  La “paglia” : tante paglie nel mondo e ognuna con caratteristiche che l’abilità del famoso cappellificio  pugliese ha declinato secondo nuovi punti cardinali. Si parte da Otranto con la serie di cappelli in paglia di mare, ricavata da un’alga  (Posidonia oceanica)  che si trova negli abissi del mare più blu di Puglia, e si procede con la serie di cappelli in paglia “Panama”, che in Ecuador vengono trattati con lavorazioni oggi riprodotte fedelmente da Doria per il cappello classico maschile (il “fedora”)  che accompagnerà ogni mise della prossima primavera-estate.
Impossibile chiudere il ventaglio di proposte che comporrà il look maschile della primavera-estate 2020 senza ricordare la bellissima sfilata dell’Istituto Marangoni, a Firenze,  in apertura di Pitti Uomo. Questa grande scuola - certamente una tra le migliori d’Italia -  merita comunque un cenno a parte perché da qui escono i cervelli di domani della moda, dopo anni di preparazione vera, solida, priva di sovrastrutture  cervellotiche  e densa di risposte pratiche legate al come si deve immaginare una collezione, come deve essere confezionato un abito, come vorremmo vederci vestiti domani per sentirci attuali e in ordine.
Parola difficile oggi “ordine”, visto che il disordine sembra essere diventato la cifra non solo della moda ma del nostro modo di vivere. Stilisti e guru dell’eleganza si sforzano ad ogni stagione di immaginare qualcosa che corrisponda al modo di vivere frenetico, sovraesposto del nostro tempo e una voglia di sentirsi à point indipendentemente dalle mode che passano, volano, lasciandoci interdetti e sempre più storditi.
Nella tornata che si è appena conclusa,  tra Fiorenze e Milano,  la moda sembra aver cercato di mettere un po’ d’ordine, di rendere fresca e agile la ricerca di adeguamento a canoni che non possono non tener conto di licenze modaiole, giochi di libertà applicati senza timore di suscitare scandalo, ma anche senza cercarlo di proposito. Prima fra tutti è la scelta dei colori che in  parte si sono orientati sul fronte un tempo femminile. Il rosa è diventato un colore maschile?  Ma il rosa, negli studi che scavano sulla sua storia è sempre stato  un colore “maschile” anche se la storia del Novecento lo ha virato al femminile, facendone addirittura una bandiera femminile.  Fino a tutto il Settecento il rosa domina nel guardaroba del cavaliere elegante. E’ l’Ottocento che ne rileva qualità di dolcezza, di tenerezza, di fragilità volentieri applicate al mondo di lei.  Rosa come tenerezza, e quindi come donna, e quindi come testimonianza attuale di gender… Sì’;  ma anche rosa di guerra. Era una rosa  (la rosa dei Tudor)  il fiore che firmò la crudele guerra dei Trent’anni. Era una rosa quella  che Gertrude Stein osservava  poeticamente per ricordarci che una rosa   “è una rosa è una rosa, è una rosa” . Nulla di nuovo sotto il sole. 
Il gioco di cui si è parlato molto, questa sovrapposizione di generi che vuole un uomo decisamente più incline a carpire qualche dettaglio al guardaroba femminile, lascia comunque  un margine di sicurezza con  alcuni punti fermi  di tradizione maschile senza se e senza ma: la cravatta, che a Firenze è stata esaltata alla grande nel corso di un party  voluto da Marinella che dell’  eternità della cravatta è il guru, resta un punto fermo. E così il gilet, esaltato come elemento immancabile della moda 2020 dai più grandi  della moda senza eccezioni, da Armani a Cucinelli, da Pal Zileri a Fendi, a  Belvest (la firma  di Pitti che ha proposto una delle più  belle collezioni per la prossima stagione calda  a totale realizzazione made in Italy , anzi, totalmente made in Veneto). 
 

Venerdì 28 Giugno 2019, 12:21
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