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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Un giardiniere paesaggista - Giardini
di Wigwam - Un giardino si racconta

Una bella iniziativa “Incontriamoci in giardino” -  promossa per  l’ Anno Europeo  del Patrimonio Culturale da MI BACT  e dall’Associazione Parchi e Giardini d’’Italia -  è stata annunciata il 23 maggio scorso con una conferenza stampa presso  il  Ministero  dei Beni Culturali e del Turismo:  un’occasione inedita per  chi voglia avvicinarsi al piacere naturale offerto da un parco, uno spazio verde coltivato ,  per ritrovare valori  dimenticati, condizioni di relax spirituale che solo il verde sa trasmettere fino in fondo.
Oltre 120 giardini sparsi in tutto il territorio nazionale, con aperture straordinarie ed eventi  speciali e tra  le numerose attività in programma,  visite guidate, incontri musicali, corsi di yoga e degustazioni . Tutte organizzate negli scenari più suggestivi  della Penisola:  dalla Reggia di Caserta a Villa d’Este, al giardino di Palazzo Reale di  Venezia, o  i  numerosi  giardini dell’ADST, del  FAI,  o  quelli più piccoli, privati . in alcuni casi aperti per la prima volta. E’ in atto in questi ultimi tempi  una rivalutazione dello spazi o verde proposto come dimensione da vivere consapevolmente, oserei dire da “imparare”.
 A Venezia si  è  appena conclusa una delle sessioni di Wigwam Giardini Storici che porta di volta in volta a conoscenza spazi  verdi sconosciuti,  spesso segreti,  inimmaginabili all’interno di una città di pietra qual è Venezia (e ne è “poeta”  fattivo Maria Grazia Dammicco  -  accompagnata in queste  escursioni  del nostro spazio  verde dai consigli preziosi di Gottardo  Bonacini e  fino a poco tempo fa da Giulio Saccani, suo marito ( scomparso recentemente). 
Nel  contesto di questa riscoperta del verde amico  si è inserita la prima esperienza  vissuta  di  un “Giardino raccontato” :  regista un noto architetto  dei giardini ,Gottardo Bonacini, autore anche del  volume “Il giardino goloso “  (Premio Grinzane) scritto con Caterina Bay, collaboratore della Biennale, curatore della cucina del suo agroturismo reggiano. Un signore senza tempo, presente ovunque una sensibilità architettonica esiga  rispetto per spazi verdi, giardini, interni di verzura, parchi, terrazze (come la superba terrazza di Ca’ Giustinian a Venezia  dove La Biennale tiene eventi e intrattenimenti di particolare importanza e  alla cui realizzazione l’architetto “verde” ha dato anima e cuore) .  Lo studioso del “verde”,, apprezzato  oltre che per la sua cultura anche per i suoi modi garbati (che se gli chiedi  cosa fa risponde pacato “il giardiniere paesaggista”) ,  ha partecipato al lancio dell’iniziativa “Il  giardino si racconta” aprendo  per la prima volta al pubblico il  “suo” giardino/parco di Bagni ( Reggio Emilia), che racconta tanti anni di storia familiare vissuti a tu per tu con alberi infiniti, giochi di piante curiose,  piante aromatiche, macchie di fiori obbedienti a un gusto imposto che Bonacini assicura  corrispondente a uno stato d’animo:   “ …un giardino cambia secondo i tempi e gli umori di chi lo ama  – scrive il “Giardiniere goloso” –  e  per fortuna esiste chi trova lo spazio per coltivare qualche ortaggio fresco o un piccolo albero di amarene anche nel  luogo più trascurato, magari stretto tra una linea ferroviaria e un canale, o  ai margini della città tra un cavalcavia e una fermata d’autobus. Eccoli i veri giardinieri,  quelli per i quali l’orto-giardino diventa  una  necessità di vita” .  E gli fa eco un verso di Michele Costa:  “chiudi gli occhi sereni nel morbido risveglio delle piante,,,”,  scritto ammirando le belle sculture del padre  piazzate,  con una regìa che  inventa  una felice casualità , qua e là, lungo un vigneto  nell’isola veneziana di Mazzorbo .
Un giardino che si racconta mette sull’attenti, ci  invita a ricordare una famosa perla di Bacone, che esorta  a ricordarsi che  “se Caino ha inventato la città,  la creazione del primo giardino spetta  a Dio”.

 
 

Lunedì 28 Maggio 2018, 01:48
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