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Modi e Moda di Luciana Boccardi

TRUCCO E PARRUCCO FIRMATI
LEONARDO DA VINCI

 
Si parla e si parlerà molto in questi giorni di Leonardo anche a Venezia dove nel Museo di  Palazzo Mocenigo, sono aperte due mostre:  “ Leonardo. Genio e Bellezza” (che durerà fino al 30 settembre) e  
 “Carnet de voyage – Il profumo illustrato”  (9 maggio-3 settembre, sempre in Palazzo Mocenigo) , che racconta con i fumetti di Guido Fuga,  compagno di lavoro di Hugo Pratt , e  un allestimento interattivo che con  linguaggio multisensoriale  tra spezie e misteriose materie prime  permette di vivere con un  Leonardo simil -Corto Maltese,   un sogno olfattivo eccezionale.  L’iniziativa  rientra nel progetto “The Merchant of Venice “  di MAVIVE (società produttrice di alta profumeria che trae l’acronimo dalle iniziali del suo fondatore   Massimo Vidal – Venezia),  alla quale si deve la realizzazione del Museo del Profumo di Palazzo Mocenigo.
Probabilmente, forse certamente, il mondo non conosce un uomo che rappresenti l’eclettismo, la conoscenza, l’intuito, l’arte, il talento, la precisione, la scienza, la poesia, la pittura, la…bellezza della vita come Leonardo da Vinci. Sull’uomo di genio, sulle sue opere e sulle sue intuizioni in questi giorni si stanno moltiplicando iniziative sollecitate dalla coincidenza con il giorno della sua morte, cinquecento anni fa, il 2 maggio 1519.  Uomo del Rinascimento a caratteri cubitali, Leonardo,   figlio illegittimo,   in quella Toscana che con i Medici stava vivendo uno dei suoi periodi più significativi , ebbe una partenza difficile  <che lo portò a diventare cittadino del mondo.  Leonardo , cresciuto comunque accanto al padre e ai dodici tra fratellastri e sorellastre,  ebbe una vita piena, trascorsa tra l’apprendimento di arti e ingegneria, scultura e pittura, scienza e matematica, che si raccontano nei moltissimi capolavori che restano a ricordarlo e in quei disegni e modelli realizzati che anticipano di 500 anni  molte delle invenzioni che rendono più  comoda e vivibile la nostra vita oggi.
 La Mostra “ Leonardo. Genio e bellezza “ (organizzata da Cosmetica Italia  e Accademia del Profumo -  con l’intervento scientifico di  Maria Pirulli) ,  già proposta in sede di C osmoprof a Bologna qualche mese fa, dopo Venezia, viaggerà  itinerante nel mondo.
Ma perché Leonardo e i profumi?  Ingegnere, architetto, pittore, scrittore, alchimista,  Leonardo da Vinci  fu  anche profumiere e appassionato di cosmetica. Pochi sanno che la ceretta che oggi usiamo per depilarci è stata inventata dal genio eclettico di Vinci, come  la tintura per capelli che Leonardo aveva creato dosando l’ olio di tanè in grado di dare quella speciale onda di riflessi  color mogano caratteristica del tempo rinascimentale.  Ai profumi  Leonardo aveva dedicato  molte delle conoscenze che come esperto di chimica gli avevano consentito di mischiare opportunamente fragranze naturali e non. Nel suo “gabinetto segreto della bellezza” , studiando per ottenere particolari solventi aveva inventato   anche l’acetone  come solvente per lo smalto .
Incline a tutto ciò che si inquadrava nel suo concetto filosofico di bellezza, Leonardo da Vinci poteva contare soprattutto sulla sua bellezza che gli permetteva di vivere quegli aspetti che si legano inevitabilmente a fattezze piacevoli: un bel viso, una bella donna, un bell’uomo, sono portatori di armonia, di rapporti facilitati dalla serenità che la bellezza incentiva. Di lui si scriveva che fosse “una bella persona, porportionata,  gratiata et bello aspetto.… Con lo splendor dell’anima sua  che bellissima era  - scrive il Vasari  raccontando Leonardo – rasserenava ogni animo mesto. “
 La mostra che possiamo visitare a Venezia fino al 30 settembre prossimo,  ci consente di conoscere  le fragranze più intense, i segreti dell’arte olfattiva così’ misteriosa perché  non si vede, non si tocca, non si racconta, non si scrive: si sente e basta. Così il gossip scientifico  ci  informa sui perché del successo di fragranze particolari ,  prima fra tutte il mughetto che ricorderebbe un odore squisitamente  legato alla sessualità   (un segreto che Dior trasformò in uno dei suoi più riusciti business)  o la viola , profumo maschile che solo  nel tardo Ottocento venne acquisito dalle donne alle quali la storia della profumeria fino allora  non aveva dedicato particolari fragranze forse perché  per il mondo maschile (che determinava ciò che si doveva o non si  doveva fare), di fragranza per la donna “doveva bastare quella che madre natura le consegnò”.
 
 

Sabato 4 Maggio 2019, 09:03
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