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Modi e Moda di Luciana Boccardi

ECCELLENZE VENEZIANE: Venice
Fashion Week e Giusy Moretti

 
Venice  Fashion week che si  è svolta  a Venezia dal 27  al 30  marzo, organizzata da “Veneziadavivere”,  con la regia  ormai esperta di Laura Scarpa e Lorenzo Cinotti,  è risultata una carrellata di  proposte, novità, giochi d’arte e  soprattutto espressioni di un  alto artigianato che resiste ancora ben saldo sulle sue tradizioni più antiche  con intuizioni di assoluta modernità che comunque contano su uno zoccolo di storia artigiana  (che perviene dai fasti della Serenissima).  
Bastano alcuni dei nomi proposti dal  programma  di Venice Fashion Week , ricco di presenze  , per consentire  certezze importanti: Giulia Bevilacqua si porta appresso la forza di un’arte di famiglia che consente di associare a questa firma prodotti come borse preziose presentate al pubblico nei quattro giorni di cavalcata dentro una moda diversa, curiosa, colta , rispettosa di un’eleganzxa che oggi stentiamo a ritrovare anche presso grandi griffes.
Altro genere di borse ma sempre dotate di cenni che parlano il linguaggio della Venezia di laguna, o dei grigi di pietre monumentali, o dei colori che caratterizzano le sue isole, sono quelle di  V73 che Elisabetta Armellin realizza copiando alla laguna  o dai colori soffusi di barena, o dai tramonti che la cupola della Salute sembra tranciare irrispettosamente declinando  cieli azzurri in toni rossi infuocati una tavolozza e forme di assoluta bellezza.
Parlare di bellezza a Venezia non è difficile. Fuori dai programmi di Venice Fashio Week possiamo approdare a Murano accompagnati da una firma che non ha bisogno di presentazioni, anche se pochi mesi fa la sua vita e il suo mondo artistico sono stati raccontati   in un libro pieno di cenni  avventurosi riguardanti una vita vissuta tutta intorno al vetro. Una  “vita di vetro”  possiamo chiamarla quella di Giusy Moretti che nel volume redatto da Ivo Prandin  appare com’è, genuina, bella, garbata, graffiante quando si lascia andare alla creazione di gioielli preziosi sempre creati con  interventi di murrina, quella fantastica formula che proprio ai suoi antenati muranesi deve la sua conservazione nella memoria artigiana del vetro. Dopo secoli in cui si era dimenticato come ottenere con  quell’incredibile mischia di colori , quei disegni realizzati su vetro come se fosse  tela da pittore, fu proprio il bisnonno acquisito di Giusy , Vincenzo  Moretti , a riscoprire  la “ricetta” e a  consegnare  ai suoi eredi e al mondo al mondo la murrina ritrovata.
Donna elegante e di modi  veneziani, Giusy Moretti  ha dedicato la vita all’interpretazione delle murrine non solo per i gioielli famosi  (esposti anche al Metropolitan  Museum  di New  York e raccontati  in  ogni paese del mondo) ma anche per la realizzazione di tessuti speciali, ultimo in ordine di tempo il famoso “grand foulard”  che propone in una ridda di colori tutta la storia della murrina.
 “La forza della fragilità”  di  Ivo Prandin  ( edito da El  squero),  che racconta la vita di vetro della creatrice veneziana continua a proporsi nelle varie città:  tornerà presto a Venezia dove il libro ha avuto  la sua prima presentazione  a Ca’ Sagredo.
 

Domenica 7 Aprile 2019, 18:34
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