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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Condè Nast ha dato il benservito a
4 testate: di "Vogue" ne resta una.

La notizia è tra le più inattese : Vogue, la testata più esclusiva della stampa di moda, il fiore all’occhiello che ognuno vorrebbe portare entrando anche solo per una volta nell’universo pubblicitario più patinato del mondo, conserverà solo la testata Italia (fino a ieri diretta da Franca Sozzani)  e chiuderà entro un mese “ Vogue Uomo”, “Vogue Bambino”, “Vogue Sposa” e  “Vogue accessori”. Uno tsunami che i dirigenti della Condè Nast (la casa editrice di Vogue)  hanno comunicato ai Comitati di Redazione il 28 luglio, precisando -  con un provvedimento davvero eccezionale - che i giornalisti  (che l’editore dichiara di non voler riassorbire ) ove ritengano di lasciare l’azienda verranno compensati con un importo pari a 40 mensilità. Offerta ricca che Condè Nast si può permettere se consideriamo che nel 2016 l’utile  ha toccato il vertice di 3 milioni di Euro con un fatturato di 127,3 milioni. A fronte di queste cifre quali sono dunque i motivi di questa rivoluzione editoriale che nessuno sospettava possibile fino alla morte di Franca Sozzani? Ha a che fare con la scomparsa della direttrice-cupola che aveva personalmente ideato le testate della galassia Vogue? La cosa più curiosa è che una notizia come questa  di importanza strategica per il mondo dell’editoria – sia pure specializzata –  stia passando quasi in sordina, ignorata dalla maggior parte della stampa con l’eccezione di qualche testata che ha dato l’annuncio, confermato da alcuni super informati della vita della moda come Simone Marchetti o Nicola Altomonte  ( aggiornati sui fatti dopo tre secondi dall’accaduto). Qualcosa di curioso è filtrato invece su Facebook dove una ex- giornalista di “Vogue Pelle”,  Elisa Motterle,  racconta come in una favola piena di “amenità”  il modus operandi  di quella  redazione dichiarando che  “ fare la giornalista lì  era come essere uno dei violinisti del Titanic” .
 Facebook non è il Vangelo, è vero,  però resta curioso il silenzio che ha accompagnato questa rivoluzione editoriale davvero sorprendente. Sarà interessante conoscere dagli esperti perché la notizia di quattro testate (il cui gruppo ha prodotto tre milioni di utile nel 2016) improvvisamente liquidate  con un “tutti a casa”  sia pure economicamente generoso scivoli  nel silenzio-stampa  quasi totale rotto da qualche notizia frettolosa su notiziari o sulla stampa estera.
Di “Vogue” comunque resterà viva – e in buonissima salute -  la testata principale alla cui direzione -  dopo la morte di Franca Sozzani  -   è stato chiamato  l’ex-GQ  Emanuele Farneti.  
 

Martedì 1 Agosto 2017, 23:59
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