Vaccina la figlia 15enne senza il consenso della ex moglie: arriva una diffida alla Asl di Teramo

Venerdì 3 Settembre 2021 di Teodora Poeta
Studentesse in attesa di vaccinazione a Teramo. Vaccina la figlia 15enne senza il consenso della ex moglie: arriva una diffida alla Asl

Ha fatto vaccinare la figlia 15enne senza il consenso dell’ex moglie e adesso i medici sono stati chiamati dalla Asl a dare spiegazioni dopo una diffida della donna. Così come già successo altrove, anche a Teramo è accaduto che una minore, figlia di separati, si sia andata a vaccinare con un solo genitore e sia finita probabilmente al centro delle loro discussioni. La ragazzina, 15 anni già compiuti, pochi giorni fa ha ricevuto il richiamato del vaccino anti Covid-19. La prima dose le era stata somministrata agli inizi di agosto.
In entrambi i casi si è presentata davanti ai medici vaccinatori insieme al padre.

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Un appuntamento importante per lei così come per tutti i minori, e non solo, che con la somministrazione del vaccino sperano di poter tornare alla loro vita sociale fatta di amicizie e svago. Ancora più importante adesso in vista della riapertura della scuola. Ieri i medici vaccinatori che le hanno somministrato la prima e la seconda dose si sono visti chiamare dalla Asl per dare spiegazioni sulle modalità seguite perché la mamma della ragazzina ha inviato nei giorni scorsi all’azienda sanitaria un’e-mail di diffida a fare la seconda dose del vaccino alla figlia. Dose che però, ormai, le è già stata iniettata.

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A quanto pare la mamma non aveva dato il consenso all’ex marito il quale invece, nella cartella consegnata al medico, ha barrato la casella in cui si dichiara che la mamma è d’accordo a vaccinare la figlia. «Nel 90% dei casi i minori arrivano accompagnati da un solo genitore che normalmente è la mamma – dice un medico dell’hub vaccinale di Teramo - Qualcuno ha la delega, pochi vengono accompagnati da entrambi i genitori e sono soprattutto gli stranieri perché spesso le donne non parlano italiano». E’ recente il caso di un 15enne lombardo, pure lui figlio di genitori separati, il cui papà all’ultimo minuto ha rifiutato il consenso alla vaccinazione e la frattura tra mamma e papà e poi finita in Tribunale con il ricorso della donna per il diritto del figlio a vaccinarsi accolto dai giudici. Perché, hanno scritto nero su bianco in quel caso, senza vaccino non solo si incorre in un «maggior rischio per i singoli, ivi compresi i minori, di contrarre la malattia», ma si hanno anche «ripercussioni negative sulla vita sociale» e per i ragazzi in particolare «sul loro percorso educativo». 

 

 

Ultimo aggiornamento: 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA