Covid, allarme pediatri: «Più polmoniti bilaterali tra i giovani, morti 30 bambini»

Martedì 31 Agosto 2021
Covid, allarme pediatri: «Più polmoniti bilaterali tra i giovani, morti 30 bambini»

Annamaria Staiano, presidente della Sip, Società italiana di pediatria, all'Adnkronos lancia l'allarme sui rischi del Covid tra i giovani. Gli adolescenti non vaccinati, secondo la Staino, rappresentano un «grave problema di sanità pubblica», in quanto portatori potenziali del virus. C'è dunque, spiega la presidente della Sip, la necessità di accelerare le vaccinazioni consentite «al di sopra dei 12 anni», nell'attesa del nulla osta, da parte della Feda, per le fasce d'età più basse comprese tra i 5 e gli 11 anni. 

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Covid, 30 decessi tra i bimbi

«Le conseguenze della contrazione del virus in questa fascia d'età in genere sono lievi ma non si conoscono gli esiti a lungo termine. Ed inoltre ci sono stati 30 decessi! Quanti bambini sono invece morti per effetti avversi al vaccino? Nessuno. Vaccinarli è fondamentale per la ripresa dell'attività scolastica e della loro quotidianità». Certamente le vittime più giovani del sars cov 2 «erano soggetti fragili (in Italia in età pediatrica in tutto ce ne sono 1 mln, 1 ogni 10 dunque). Per gli altri le conseguenze sono state lievi. Ma ci sono stati decessi e la morte di un bambino non va in percentuale».

 

 

«È un dato significativo, da evitare per ragioni sanità pubblica e tutela personale, tanto più che non si conoscono le conseguenze a lungo termine dovute alla contrazione del virus - rimarca la Staiano - Inoltre perché in età pediatrica molti bambini hanno avuto sindromi infiammatorie multi-sistemiche dovute al covid 19 e si è abbassata l'età media della variante Delta, tanto che assistiamo con sempre maggiore frequenza a manifestazioni tipiche, come polmoniti bilaterali nelle fasce più giovani; e per le gravi ripercussioni psichiche, conseguenti all'isolamento. Vaccinarsi è fondamentale - conclude la presidente della Società italiana di pediatria - Indispensabile in vista della ripartenza dell'attività scolastica e di una normale ripresa della quotidianità».

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La Società Italiana di Neonatologia (Sin), la Società Italiana di Pediatria (Sip), la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), la Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi), la Associazione Ginecologi Universitari Italiani (Agui), la Società Italiana di Medicina Perinatale (Simp), l'Associazione Ginecologi Territoriali (Agite) e la Società Europea di Rianimazione Pediatrica e Neonatale (Espnic) hanno fatto appello ieri al Ministero della Salute e a tutte le istituzioni perché «sia promossa il più possibile la vaccinazione delle donne in gravidanza ed in allattamento oltreché dei bambini di età superiore ai 12 anni (e più piccoli quando vaccini dedicati saranno disponibili)».

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA