Tariffe in base all'orario sui treni regionali: le Fs partono dal Veneto

Sabato 9 Marzo 2019 di Angela Pederiva
Tariffe in base all'orario sui treni regionali: le Fs partono dal Veneto
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Parte dal Veneto, per la prima volta in Italia, la sperimentazione delle tariffe dinamiche sui convogli regionali: biglietto a metà prezzo nelle fasce orarie di minore affollamento. Si comincia oggi sulla Vicenza-Schio, «ma se il test funzionerà, come peraltro crediamo, lo estenderemo al resto della rete», hanno annunciato ieri Elisa De Berti e Maria Annunziata Giaconia, rispettivamente assessore regionale ai Trasporti e direttore della divisione passeggeri regionale di Trenitalia, tratteggiando il futuro del sistema ferroviario. Il piano prevede, entro il 2023, il completo rinnovamento della flotta veneta. Novità per queste latitudini, la modulazione dei prezzi è invece una realtà piuttosto diffusa all'estero, tant'è vero che proprio il confronto internazionale sul tema è oggetto della tesi di laurea che si appresta a discutere a Ca' Foscari il capotreno Marco Spolaor, 27enne di Spinea, fra i partecipanti della  presentazione a Palazzo Balbi. «Lo scopo ha spiegato il direttore Giaconia è di stimolare la domanda, attraverso tariffe molto vantaggiose, da parte di persone non vincolate da orari rigidi, attraendo chi oggi utilizza il mezzo privato verso una modalità di trasporto più conveniente ed ecologica». Rispetto alle ore di punta (dalle 6 alle 9 e dalle 17 alle 20), i viaggi nelle cosiddette fasce di morbida saranno scontati del 50%. In sostanza da stamattina chi parte tra le 9.01 e le 16.59, nonché tra le 20.01 e le 5.59, tutti i giorni compresi i festivi, per andare da Vicenza a Schio (e viceversa) non paga più 4,35 euro, bensì 2,20, contro una spesa media automobilistica stimata in 5,51 euro. «Abbiamo iniziato da questa tratta ha chiarito l'assessore De Berti perché è quella su cui stavamo già lavorando per il progetto 30-30-30: 30 chilometri, da percorrere in 30 minuti, con un treno ogni 30 minuti, un obiettivo a cui contiamo di arrivare attraverso un meccanismo di intermodalità per cui il trasporto pubblico su gomma viene eliminato a favore del servizio ferroviario. Ma contiamo nel giro di un anno di ottenere risultati positivi, tali da permetterci di allargare lo stesso schema anche al restante territorio veneto».
IL TESTI primi ad attuare il test, su 21 dei 34 convogli che quotidianamente servono la linea, sono i 2.000 dei 4.400 viaggiatori mediamente conteggiati nell'arco orario meno gettonato, con il proposito però di attirare anche quanti al momento preferiscono la macchina. «Ben venga questa iniziativa e speriamo che sia di buon auspicio anche per l'approdo dell'Alta Velocità nel Vicentino, visto che noi siamo Sì Tav», hanno rimarcato sindaci come Valter Orsi di Schio e Giovanni Battista Casarotto di Thiene. Regione e Trenitalia confidano comunque di andare oltre la provincia berica, incoraggiati dai risultati di un sondaggio effettuato da una società demoscopica relativi a gennaio del 2019, secondo cui la soddisfazione dei clienti del gruppo Ferrovie dello Stato in Veneto è pari al 92,6%, con un aumento del 3% rispetto allo stesso mese del 2018 e dell'1,4% sul 2017.
GLI INVESTIMENTISu questa base gli investimenti per l'elettrificazione delle linee sono confermati, oltre che per la stessa Vicenza-Schio, anche per l'anello bellunese, la tratta Isola della Scala-Cerea e la linea Adria-Mestre (quest'ultima a gestione regionale tramite la propria controllata Sistemi Territoriali). Il contratto fra Regione e Trenitalia, in vigore fino al 2032 benché ancora oggetto di accertamenti da parte dell'Antitrust dopo l'esposto dei tedeschi di Arriva, prevede inoltre nel giro di quattro anni la consegna di 78 nuovi convogli: 47 modelli Rock (da 700 posti) e 31 Pop (da 300), nomi musicali come i Minuetto e gli Swing degli scorsi anni, ma caratterizzati da migliori prestazioni in termini di velocità e di servizio.

Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 20:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA