Adolescenti al tempo del Coronavirus
Il pediatra: «I genitori devono confrontarsi
per gestire ansie e paure dei figli»

Mercoledì 8 Aprile 2020 di Massimo Capitoli
Il pediatra Massimo Capitoli
TERNI  Il cambiamento del dover rimanere più spesso in casa, isolati, senza scuola, di certo comporta delle conseguenze emotive e organizzative che hanno una valenza negativa. Ma, forse, lo stesso stare più spesso in casa, anche isolati, potrebbe concederci più tempo per osservarci e conoscerci, per scoprire modi nuovi di stare insieme, per guardare con più attenzione e tempo dentro e fuori di noi, per riprendere i contatti anche se da lontano con persone care che non riuscivamo più a sentire abbastanza. E magari, cogliere così aspetti positivi che i ritmi serrati degli impegni settimanali non consentono. Di certo i cambiamenti spaventano e confondono. Spesso perché non sappiamo cosa succederà e quali conseguenze avranno. Così le immaginiamo. Ma la paura e la confusione non ci permettono nella maggior parte dei casi di immaginare conseguenze positive. Il tempo dell’allerta coronavirus è un tempo dilatato e imprevedibile con routine che si sovvertono, aiuti che vengono a mancare, scarsi rapporti sociali e rarissimi momenti di svago, o di attività fisica, strutturata o meno, che in questa situazione potrebbe anche scaricare buona parte della tensione accumulata. E’ un tempo pervaso da stress e ansia in cui può essere pericoloso uscire ma decisamente claustrofobico restare in casa: difficile da tollerare per tutte le persone adulte, che si sentono impotenti davanti a qualcosa che non conoscono e non controllano. Complesso dal punto di vista organizzativo, e non solo, per i genitori che portano sulle spalle anche il peso della responsabilità dei loro adolescenti. C’è qualcosa che possiamo fare per i giovani in questo delicato momento? Come ci stanno insegnando infettivologi e medici esperti di tutto il mondo, se ci occupiamo e proteggiamo i più fragili, proteggiamo tutti e forse impariamo qualcosa di nuovo. I cambiamenti nelle abitudini, nei ritmi delle giornate e l’imprevedibilità aumentano i livelli di stress e ansia e possono portare maggiori sentimenti di tristezza, paura, angoscia in tutti noi. Ma come si manifestano questi sentimenti nei più giovani? Possiamo osservare più frequentemente momenti di ipercitazione e disorientamento, difficili da gestire durante le lunghe giornate in casa senza scuola o addirittura in isolamento. Altre volte l’ansia si manifesta con difficoltà a soffermarsi e riflettere, caratterizzata da movimento continuo, reattività anche alle piccole frustrazioni oppure, al contrario, è mascherata da apatia e indifferenza, e la si può evidenziare facilmente nelle imprevedibili, improvvise e frequenti oscillazioni dell’umore, che possono anche sfociare in attacchi di rabbia, ira o aggressività fino addirittura all’autolesionismo. Altre volte la tristezza, la paura e l’angoscia si manifestano semplicemente con il peggioramento per intensità o frequenza delle difficoltà che un ragazzo presentava già da prima. E allora, come possiamo accompagnarli a capire e a ritrovare un equilibrio in questa confusione? La prima cosa da fare è cercare di spiegare ciò che sta accadendo, in base all’età, alle caratteristiche e alla capacità di comprensione di ciascun individuo. È importante interrogarsi, pensare e trovare i modi più adatti per poter spiegare loro, non solo ciò che sta accadendo, ma anche cosa stiamo provando. La paura, l’ansia, la tristezza sono emozioni che seppur negative hanno un loro valore e se condivise, in modo appropriato all’età e alle caratteristiche dell’adolescente, possono aiutare i ragazzi ad accettarle, comprenderle e gestirle. I giovani hanno bisogno di sapere prima cosa succederà, di avere ritmi prevedibili e vecchie consuetudini per ritrovare sicurezza ed equilibrio. È il momento di analizzare quali sono le reazioni dell’adolescente, quali comportamenti mette in atto, per quanto tempo si protraggono e che cosa li interrompe. Le osservazioni e lo studio del comportamento del giovane adolescente al tempo del Coronavirus è un elemento prezioso perché il semplice fatto di aver studiato ciò che accade dovrebbe consentirci di comprendere meglio i momenti di crisi del nostro ragazzo in modo da poterli prevenire efficacemente adattando la giornata e l’attività che deve ancora venire. L’insegnamento che questo difficile momento ci propone sarà per tutti noi un’utile scuola per affrontare i problemi del domani, quando tutto questo sarà finito. Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 10:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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