Italia: autunno caldo fra 6 Nazioni e Super 8 con Figi, Georgia o Giappone

Lunedì 13 Luglio 2020 di Ivan Malfatto
Gli azzurri impegnati nel primo raduno post Covid a Parma, agli ordini del ct Franco Smith
VENEZIA. Il direttivo di World Rugby deciderà domani, martedì, le modalità di ripresa dei test match internazionali dopo lo stop per la pandemia del Covid-19. Manca solo questo passaggio per completare un calendario europeo fittissimo che inizierà il 14 agosto con la ripresa della Premiership inglese (Harlequins-Sale). Poi fra Pro 14 (22 e 28 agosto Benetton-Zebre, 12 settembre finale), Top 14 francese (inizio il 5 settembre), Coppe Europee (finali il 17 ottobre), recuperi del Sei Nazioni e test si concluderà il 5 dicembre con la possibile finale di un torneo a otto nazionali.

Sarà una sorta di “Super 8” giocato dalle squadre del Sei Nazioni più Figi, Georgia o Giappone. Le prime due sarebbero preferite per motivi geografici: i loro migliori rugbisti militano nei campionati di Francia e Inghilterra, quindi sono già in Europa. I giapponesi sarebbero più graditi per motivi politici e di competitività, ma le limitazione di viaggio potrebbero impedirne l’arrivo.

Per la Nazionale italiana del ct Franco Smith si prospetta quindi un autunno caldissimo: cinque partite nell’arco di sei settimane più l’eventuale finale se batte (improbabile, ma teoricamente possibile) tutte le avversarie. Le prime due partite l’Italia le giocherà il 24 ottobre a Dublino contro l’Irlanda e il 30 ottobre a Roma contro l’Inghilterra. Sono i recuperi del Sei Nazioni. Le altre tre le disputerà tra il 7, 14, 21 e 28 novembre contro tre fra questi rivali: Francia, Scozia, Galles, Figi e Georgia (o Giappone). Due match saranno in casa e uno in trasferta.

Tutto ciò avverrà se le indiscrezioni trapelate in questi giorni nella stampa britannica, irlandese e francese saranno confermate. E se la riunione di domani, martedì, a World Rugby non produrrà un’altra “fumata grigia”, come quella che doveva partorire il calendario internazionale già il 30 giugno. In caso “fumata bianca” del direttivo, servirà l’ultimo passaggio formale in consiglio. Ultimo aggiornamento: 20:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA