Un aiuto al cuore: i quattro ormoni di ansia e stress si battono camminando

Giovedì 9 Dicembre 2021 di Antonio Giuseppe Rebuzzi*
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Ansia, stress e mancanza di sonno logorano, sicuramente, la psiche. Ma non dimentichiamo che il cuore è strettamente legato a questa. Da qui, l’importanza, mai troppo considerata, del tenere a bada questi “aggressori” per proteggere l’apparato cardiocircolatorio. Come dimostra la letteratura scientifica. Uno studio condotto da Kosuke Inoue, epidemiologo all’Università di Kyoto in Giappone e pubblicato sulla rivista Hypertension, ha valutato l’impatto del sovraffaticamento emotivo su persone inizialmente sane. Gli ormoni dello stress (norepinefrina, epinephrina, dopamina e cortisolo) aumentano quando siamo colpiti da eventi stressanti legati ad esempio al lavoro, ai rapporti con gli altri, ai soldi. I quattro ormoni, infatti, rispondono ai livelli di stress percepiti, aumentando quando lo stress sale.

IL TEST

Nel lavoro questi ormoni sono stati misurati con il test delle urine in 412 adulti di età 48-87 anni. È emerso che su un periodo medio di 6 anni e mezzo ogni qualvolta che le concentrazioni dei 4 ormoni dello stress raddoppiano, il rischio di sviluppare pressione alta cresce del 21-31%. Inoltre, è emerso che durante un periodo medio di oltre 11 anni c’è un aumento del 90% del rischio di eventi cardiovascolari ogni volta che la concentrazione di cortisolo raddoppia. Il risultato della ricerca giapponese conferma, dunque, che lo stress è un fattore di rischio chiave per lo sviluppo di ipertensione e eventi cardiovascolari. L’adrenalina e la noradrenalina determinano un aumento del battito del cuore, del respiro, della pressione arteriosa e dello stato di attenzione, predisponendo così l’organismo all’attacco o alla fuga. Il cortisolo è responsabile dell’aumento del rilascio nel sangue di glucosio e lipidi che forniscono l’energia necessaria a sostenere la reazione di attacco o di fuga. Una volta superato il picco di stress i livelli degli ormoni tornano, di solito, alla normalità. Se, invece, si è costantemente sotto stress il livello di produzione degli ormoni rimane elevato, portando ad una condizione che può provocare disturbi sia psicologici (stanchezza, irritabilità e disturbi del sonno) sia fisici (innalzamento della pressione, obesità e diabete).

IL PERICOLO

Se si soffre di ipertensione o malattie cardiache, inoltre, lo stress può raddoppiare il rischio di infarto. È di recente pubblicazione uno studio internazionale coordinato dalla Emory University di Atlanta pubblicato sul Journal of the American Medical Association. La ricerca ha valutato oltre 900 pazienti arruolati in due ricerche condotte tra il 2011 e il 2016 e seguendoli per circa 5 anni. Tutti avevano precedenti problemi cardiaci, ma una parte di essi presentava anche un’alta sensibilità allo stress mentale: quando sottoposti a pressione psicologica andavano incontro a ischemia, cioè un insufficiente apporto di sangue e ossigeno al cuore. Il lavoro ha mostrato che questi pazienti, rispetto a quelli senza ischemia da stress, presentavano un rischio di due volte e mezzo più alto di andare incontro a infarto o morte nel periodo dello studio e due volte più alto di essere ricoverate per scompenso cardiaco. Il rischio è risultato essere più alto per gli uomini che per le donne e particolarmente accentuato per chi aveva avuto in precedenza un infarto o soffriva di scompenso cardiaco o diabete. Tutto questo per dimostrare, anche scientificamente, quanto sia fondamentale scegliere quotidiani comportamenti (ma anche consigli medici) che possano abbassare il livello di stress nel nostro organismo. Dal camminare al riposare le ore giuste ad imparare tecniche di rilassamento.

* docente ordinario di Cardiologia Università Cattolica Roma

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Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 20:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA