Roma, «Ci facciamo una foto?», così la banda dei selfie rapinava i turisti

Venerdì 30 Novembre 2018 di Elena Panarella
Roma, «Ci facciamo una foto?», così la banda dei selfie rapinava i turisti
Individuavano la loro vittima, l'avvicinavano e, con la scusa di scattarsi un selfie, l'abbracciavano per mettersi in posa e durante lo scatto uno dei tre gli sfilava lo smartphone dalla tasca del giacca. Questo è quanto hanno scoperto, la scorsa notte, i carabinieri della Stazione di Piazza Farnese.

LA TECNICA
A finire in manette, con l'accusa di furto aggravato in concorso, sono stati due cittadini tunisini, di 40 e 33 anni, entrambi con precedenti senza fissa dimora, e una 41enne romana. La banda dei selfie, in Piazza Capo di Ferro, si è avvicinata ad uno studente statunitense e, dopo averlo circondato, lo hanno abbracciato con il pretesto di scattarsi un selfie con lui, usando il telefono della donna. E in questo modo hanno messo a segno l'ultimo colpo: durante lo scatto, però, il 33enne si è posizionato alla destra della vittima e ha allungato la sua mano fino a sfilargli lo smartphone, custodito all'interno della giacca.

PROFESSIONISTI
Sfortunatamente per loro la scena è stata notata dai carabinieri che li hanno subito bloccati e recuperato la refurtiva. Dopo l'arresto i tre sono stati accompagnati in caserma, in attesa del rito direttissimo. Ma sono davvero tanti ladri e borseggiatori che nonostante le tante denunce continuano ad agire senza scrupoli per le vie del centro e sui mezzi pubblici: metro e bus. Professionisti dello scippo, prestigiatori del furto, le loro mani si muovono scaltre, invisibili, velocissime. Spesso anche insospettabili. Agiscono sempre in luoghi affollati: più facile colpire le loro prede così come da qualche tempo si muoveva la banda del selfie. Nel loro mirino: inglesi, francesi, tedeschi, ma anche italiani. Il bottino: portafogli, macchine fotografiche, telefonini. Nelle ultime settimane i carabinieri hanno arrestato decine di manolesta, comprese le baby borseggiatrici che puntualmente agiscono in gruppo nei luoghi di maggiore interesse. Dal Colosseo a Castel Sant'Angelo. Ma anche per le vie dello shopping. Con le festività natalizie alle porte, l'assalto è dietro l'angolo. Il modo di agire è sempre lo stesso: la banda di ragazzine rom, quasi sempre tutte minorenni, entra in azione come una squadra militare. Nessuna improvvisazione, il piano viene sempre studiato prima di ogni spedizione. La più grande solitamente a capo del gruppo detta gli ordini. È lei che dirige le operazioni durante i furti in modo schematico e preciso. Sguardi che si incrociano, parole incomprensibili che nascondono codici segreti, gesti veloci. E così le persone vengono accerchiate, distratte e derubate senza destare alcun sospetto. Ma ultimamente non hanno vita facile, l'Arma da tempo ha messo in campo servizi mirati per contrastare il fenomeno.
 
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