Rieti, lanci di Molotov, gesti folli e premeditati: ecco chi è l'autore reatino arrestato

Venerdì 4 Agosto 2023 di E.F.
Il distributore di Vazia (foto Meloccaro)

RIETI - Prima l’assalto alla stazione di servizio Agip-Eni in prossimità dello stabilimento ex Bosi di via Salaria per L’Aquila, poi la molotov contro la banca Unicredit di viale delle Scienze, successivamente il distributore Ip in via Oreste di Fazio per poi spostarsi verso l’altra area di servizio Ip a Vazia e, infine, l’ultimo lancio di ordigni incendiari contro il portone della chiesa di Madonna del Passo.

Il ritratto. Questo, secondo una prima ricostruzione "l’iter criminis" - come è stato definito dalle forze dell’ordine - compiuto dal 33enne reatino, Francesco Di Girolamo quando, nella nottata di martedì, ha dato il via al suo folle tour dinamitardo per dare sfogo al suo rancore verso le istituzioni e lo Stato con il chiaro e dichiarato intento di colpire quei simboli che, in qualche modo, lo rappresentano.

Il giovane perito chimico-meccanico, residente in Germania dove vive e lavora - e dove si troverebbe al momento la sua compagna - era tornato da meno di una settimana nel capoluogo sabino, di ritorno da un periodo di vacanza trascorso in Spagna. Una volta a Rieti, in pochi giorni, avrebbe organizzato la sua scorribanda incendiaria. Sarebbe inoltre un simpatizzante delle ideologie del militante anarchico-insurrezionalista, Alfredo Cospito. Agli inquirenti e al sostituto procuratore Edoardo Capizzi, titolare del fascicolo, sarebbe apparso estremamente lucido e freddo tanto da manifestare la volontà di voler nuovamente mettere in atto azioni dinamitarde contro le istituzioni dello Stato. Propria questa presunta pericolosità sociale ed il pericolo di reiterazione del reato hanno poi portato l’Autorità giudiziaria a disporre l’arresto del 33enne che si trova attualmente ristretto nel Nuovo carcere di Vazia in attesa dell’udienza di convalida del fermo dove sarà assistito dal proprio legale di fiducia.

Le accuse. Pesanti le accuse contestate nei suoi confronti e delle quali dovrà rispondere tra cui fabbricazione e detenzione di materiale esplodente, fabbricazione illegale di armi considerate "da guerra" e, da ultimo danneggiamento a seguito di incendio. Ma, tra le ipotesi di reato che potrebbero andare a configurarsi nei suoi confronti, potrebbe esserci anche quella molto più grave di tentata strage in riferimento all’episodio del lancio di molotov presso la stazione di rifornimento Ip di Vazia per via della contigua presenza dell’Hotel-ristorante “Da Valentino” dove soggiornavano alcune persone all’interno della struttura insieme al personale di servizio, nonché in considerazione del fatto che il tratto di strada interessato è solitamente molto transitato. Contestazione che, al momento, non sarebbe però stata ascritta a carico dell’indagato. Il giovane – che compare sui social con uno pseudonimo – è risultato essere attivo sul web con post di immagini e commenti che, in alcuni casi, lo ritraggono con il volto travisato e una bottiglia molotov in mano e dichiarazioni in cui si afferma pronto a colpire. La vicenda ha indubbiamente colpito e scosso la comunità reatina e anche il sindaco Daniele Sinibaldi è intervenuto con una nota ufficiale indirizzando un "sentito ringraziamento alle forze dell’ordine, polizia di Stato ed Arma dei carabinieri, confermando la grande capacità di sinergia, efficacia e rapidità nell’individuare il responsabile e confermando l’alta attenzione ai fenomeni di criminalità e devianza. Le dichiarazioni – ha commentato il sindaco - contro le Istituzioni riportate e ascrivibili alla persona ora detenuta meritano una ferma censura e preoccupano, ma vanno circoscritte ad un singolo episodio, che i fatti dimostrano non essere stato in nessun modo sottovalutato".

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