Cannavacciuolo: «Sono cresciuto senza padre. Masterchef? Dicevano che mi avrebbe rovinato, ho imparato tanto»

Lo chef si racconta a viso aperto dopo la conquista della terza stella Michelin nel suo ristorante Villa Crespi

Lunedì 2 Gennaio 2023
Cannavacciuolo: «Sono cresciuto senza padre. Masterchef? Dicevano che mi avrebbe rovinato, ho imparato tanto»

L'infanzia difficile con il padre sempre al lavoro. Una vita di sacrifici, poi il successo la partecipazione alla trasmissione Masterchef e ora finalmente la terza stella Michelin assegnata al suo ristorante Villa Crespi. Lo chef Antonino Cannavacciuolo a 47 anni è ormai nell'olimpo della cucina italiana. Un traguardo oltre ogni immaginazione per quel ragazzo partito da Vico Equense (Napoli) e arrivato in Piemonte. In un'intervista al Corriere racconta il percorso che l'ha portato al successo: «Lavoro, impegno voglia di migliorarsi sempre. In 40 anni mai una vacanza». E per il futuro? «Mi auguro un 2023 in cui avrò più tempo per me, per rimettermi a studiare». 

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L'infanzia difficile 

Della sua infanzia aveva già parlato altre volte in tv: «Io ho vissuto senza mio padre. Dico sul serio. Lui aveva la scuola al mattino. E poi il lavoro al ristorante, parliamo di lavori davvero difficili e usuranti. Lavori per i quali non si riesce a fare una vita normale» racconta lo chef. Tanto che il padre non avrebbe voluto che lui scegliesse la stessa strada: «Lui non voleva assolutamente che io facessi il cuoco. Sognava che avessi esistenza diversa. E invece io sentivo che quella era la mia strada. La mia passione vera». E così dopo tutti questi anni può dire di aver vinto la sua scommessa, di essere riuscito.

 

La partecipazione a Masterchef

Quella con il padre è stata una scommessa importante, ma non l'unica della vita di Cannavacciuolo che ammette di «non aver mai smesso di mettersi alla prova». Quando ha scelto di partecipare alla trasmissione Masterchef ad esempio non è stato facile: «Molti pensavano che Masterchef mi avrebbe danneggiato. Il luogo comune era: ah, adesso sei messo a fare televisione. Smetterai di lavorare, di stare in cucina». E invece anche da lì è partito il suo successo inarrestabile: «cerco di prendere sempre il massimo da quello che avviene nella mia vita. E nulla mi passa accanto per caso» riassume.   

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La terza stella Michelin 

Se si aspettava la terza stella? «Niente arriva per caso. Io lavoro duramente da anni per questo obiettivo» dice lo chef ripercorrendo la sua carriera in diversi ristoranti stellati sin da giovanissimo: per imparare, per conoscere per progredire. «Non mi bastava saper cucinare. Io volevo farlo al massimo della capacità. Devi impegnarti duramente, senza mezze misure né scorciatoie». E se il 2022 lo ha consacrato al riconoscimento internazionale della sua cucina, per il 2023 spera in un po' di tranquillità. Il sogno nel cassetto? «Riuscire a starmene su una barca a pescare in santa pace. In silenzio».  Anche se il lavoro è sempre con lui: bollono in pentola molte cose. Tra cui l'apertura di nuovi bistrot, il Banco di Cannavacciuolo. 

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Ultimo aggiornamento: 17:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA