Serpe: «Dalla Casa Nova al mondo web delle favole»

Giovedì 25 Febbraio 2021
L'INTERVISTA
Il 2021 si è aperto con un progetto (con la compagnia Magricolazero e lo Stabile del Veneto) per la creazione di una serie web per i più piccoli attraverso recitazione e animazioni virtuali. Un mondo di fiabe in cui Federica Chiara Serpe - classe 1985, una carriera tra Goldoni, la pubblicità per Heineken e i corti indipendenti - si è messa in gioco
Federica, come è iniziato il 2021?
«Con questo progetto che esplora una nuova frontiera, partendo dalle fiabe. Nel frattempo continuano le collaborazioni in ambito pubblicitario. E poi si è concluso un progetto cinematografico indipendente diretto da Emilio Dalla Chiesa che potrebbe arrivare al Festival di Berlino».
Come ha iniziato la sua carriera?
«Sono originaria di Cosenza. Ho iniziato l'università in Calabria, ma per un giovane del sud che voglia fare un percorso professionalizzante in ambito artistico arriva un momento in cui tocca fare la valigia. Allora mi sono spostata a Padova per studiare psicologia e continuare il mio lavoro nel teatro».
A Padova come è andata?
«Ho iniziato ai Carichi Sospesi con Andrea Pennacchi e Marco Caldiron, poi mi hanno presa all'Accademia dello Stabile. Sono entrata sotto la guida di Alberto Terrani e ho incontrato maestri come Sangati, Emiliani, Mangini, Pulin, Perrotta».
E l'università?
«Mi sono laureata e poi anche specializzata in psicoterapia».
Eppure non esercita?
«No, applico le mie competenze facendo teatro (ride)»
Cosa ha fatto in teatro?
«Una performance teatrale in inglese e poi la tournée de La casa nova di Goldoni diretta da Giuseppe Emiliani. Essendo calabrese, il regista mi ha assegnato il ruolo della servetta Lucietta».
Che però parla in veneziano...
«Serviva una figura popolare e poi ho davvero migliorato il mio dialetto. Credo di averla portata a casa, ma ho dovuto entrare nella lingua».
Come è arrivata invece la pubblicità?
«Cinema, serie Tv e pubblicità sono tra gli sbocchi di un attore e io sto iniziando a muovere i primi passi. È importante trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Così, uscita dall'Accademia, ho cercato un'agenzia a Milano e loro mi propongono per casting e provini. Mi ci sono buttata anche se è molto diverso dal teatro».
Momenti curiosi?
«Per Heineken mi hanno chiamato con altri attori giovani. Pensavamo fosse uno spot canonico, invece hanno organizzato una mega-festa».
Sogni nel cassetto?
«Vorrei curare una regia teatrale e magari scrivere un testo, ma mi piacerebbe anche arrivare al cinema».
Passioni segrete?
«Dipingo da sempre. Sono autodidatta, ma ho portato questa mi vena pittorica anche in scena. E poi, sa quando vivo nella campagna padovana, ho scoperto quanto mi piace l'orto».
Giambattista Marchetto
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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