Mestre si riappropria della sua storia e accoglie la Colonna della Sortita

Tra le note di «Viva Venezia», accolta dalle bandiere di «Mestre Comune» da una parte e quelle di San Marco dall'altra, la Colonna della Sortita è tornata ufficialmente al suo posto. O meglio, a venti metri dalla sua postazione originale, dove ormai ci sono gli alberi e la rotonda. La «posa» del monumento è avvenuta nel rispetto delle attese dei mestrini, che speravano di rivederla in piazzetta Coin entro il 27 ottobre, anniversario della ricorrenza risorgimentale. E che ieri hanno affollatto la piazza per la cerimonia. «Non vedete la colonna nella sua completezza perché, per rispettare i tempi, abbiamo dovuto affrontare dei problemi di ricollocazione, dovuti alle lesioni riportate dalla colonna - ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto -. I danni maggiori li ha subiti il leone, che ora avete l'occasione di vedere da vicino ma che poi sarà portato via di nuovo, per procedere con le operazione di ristrutturazione concordate con la Soprintendenza». Il lavoro di restauro continuerà anche per la colonna, che resterà transennata per un pò. Il sindaco Luigi Brugnaro, circondato dai rappresentanti del Presidio di Mestre e Terraferma, ha più volte sottolineato che a scacciare le truppe austriache furono mestrini e veneziani. «Insieme, non dobbiamo dimenticarlo - ha detto il sindaco -. E ora la colonna torna qui, in questo luogo che potremmo definire il cordone ombelicale che unisce la città di terra e di mare. Questo monumento rappresenta la nostra storia, quella di una città che sarà per sempre accogliente e aperta. E che deve restare unita». La colonna era stata spostata nel 2008 per permettere i lavori del tram e Pmv si è impegnata a riportarla in piazza XXVII ottobre. Promessa mantenuta anche grazie alle associazioni che fanno parte del Presidio permanente di Mestre e Terraferma, rappresentate sul palco da Stefano Chiaromanni (del Movimento per l'Autonomia di Mestre «Piero Bergamo») che ha ricordato Stefano Zabeo, recentemente scomparso, che si era battuto a lungo per riportare a casa la colonna. A Roberto Stevanato, presidente del Centro Studi Storici di Mestre, è stata affidata la rievocazione delle vicende del 1848, con l'assedio al Forte Marghera. La cerimonia si è conclusa con l'inno d'Italia suonato dalla banda di Tessera. (m.fus.)
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Domenica 25 Ottobre 2015, 02:57






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