L'ANTEPRIMA
SAN MARTINO DI CASTROZZA
Tutto era cominciato con la Willys

Martedì 16 Luglio 2019
L'ANTEPRIMA
SAN MARTINO DI CASTROZZA
Tutto era cominciato con la Willys Overland, una Jeep da una tonnellata a quattro ruote motrici. Era il 1947 e quello era il primo pick-up della casa delle Sette Feritoie. Poco più di 60 anni più tardi arriva l'ultimo discendente di una gloriosa serie di cassonati di cui fanno parte anche la Scrambler e la Comanche. Il ritorno del Gladiator, un nome già usato tra il 1962 ed il 1988, sancisce il rinnovato impegno del costruttore in un segmento di mercato che aveva lasciato sguarnito e che è strategico, anche se non in Europa. Il pick-up Gladiator è una Jeep vera, evoluzione della Wrangler. « È il veicolo ideale per qualsiasi avventura all'aria aperta sorride Jeff Hines, responsabile del marchio per l'area Emea È indiscutibilmente un pick-up ed è inequivocabilmente Jeep » . Prima che nel Vecchio Continente, dove verrà commercializzato entro la fine del 2020 e completerà la gamma Fca subentrando al Fiat Fullback, il nuovo modello verrà lanciato in Medio Oriente, dove le sue caratteristiche ed il richiamo del brand ne possono perfino fare un oggetto di culto. Il pick-up fabbricato a Toledo, in Ohio, è di quasi 80 centimetri più lungo della Wrangler, rispetto alla quale vanta anche un passo maggiorato di poco meno di mezzo metro. Un veicolo possente, scultoreo anche tra le montagne patrimonio dell'umanità Unesco. Pesa attorno ai 2.250 chilogrammi, assicura un carico utile di oltre 7 quintali e vanta una capacità di traino che supera le 2,7 tonnellate. Parlano per la Gladiator anche i 76 centimetri di altezza di guado. Le sue potenzialità nel fuoristrada sono annunciate fuori dal comune: per la prova su strada ci sarà ancora da pazientare visto che i due esemplari esibiti tra le Dolomiti sono stati fatti arrivare via nave dagli Stati Uniti, dove rientreranno subito dopo il Jeep Camp. Con la Gladiator arriva per la prima volta sul mercato la barra stabilizzatrice a scollegamento elettronico e vengono confermati sistemi come il Command-Trac, il Rock-Track o il Tru-Lock. Gli interni sono sempre meno spartani, tanto che diventano disponibili le finiture in pelle, l'apertura senza chiavi Enter&Go e, tra le altre cose, anche lo schermo tattile configurabili con fino a 7'' di grandezza. Il top di gamma sarà costituito dalla variante Rubicon, offerta con ruote da 32 pollici e videocamere anteriore dedicata per l'offroad: gli altri due allestimenti sono Sport ed Overland. La Gladiator è il solo pick-up a trazione integrale cabrio. Il costruttore propone tre opzioni per il tetto: un soft top e due hard top, con un sistema a tre elementi. Per quanto suggestive, le soluzioni per ripiegare il parabrezza e rimuovere le portiere, non sono applicabili in Italia, almeno non rispettando il Codice della Strada. Offerto solo con la trasmissione automatica a 8 marce, il pick-up entrerà a listino con due motori: il Pentastar a benzina da 3.6 litri da 285 cavalli e l'EcoDiesel da 3.0 litri da 260. Il prezzo, che non verrà fissato con l'obiettivo di fare volumi, non è ancora stata ufficializzato: « Sarà simile a quello della Wrangler. Simile ma più alto » , dice Hines. Sicuramente sopra i 50.000 euro, probabilmente inferiore ai 60.000, almeno per l'entry level.
M.Ecc.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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