Sedivec, un'ala ceka per far volare la Sanvitese

Nell'estate del 2001 la Juventus strappa per 70 miliardi Pavel Nedved alla Lazio. Contemporaneamente mette sotto contratto un altro talentuoso boemo, ala sinistra distintasi ai Mondiali Under 20 in Argentina, mandandolo a farsi le ossa in prestito a Catania. Si tratta di Jaroslav Sedivec, classe '81, da Plzen. Dopo un giro d'Italia che lo ha portato a Perugia, Crotone, Trieste, Mantova, Salerno e Bastia Umbra, ora è approdato alla Sanvitese, della quale difenderà i colori nella stagione d'Eccellenza.
- Jaroslav come mai questa scelta?
«Le offerte non mancavano, ma San Vito è il posto in cui di fatto vivo da ormai 4 anni. Qui c'è la mia famiglia, qui mia figlia va a scuola. Ed è qui che vorrei costruire qualcosa d'importante».
- Come si descrive?
«Nella mia carriera ho giocato soprattutto come trequartista o attaccante di sinistra nel 4-3-3 o nel 3-4-3».
- Ermanno Tomei ci ha confidato che conta molto anche sulla sua capacità realizzativa per sostituire Roman del Prete, approdato a Cordenons. I suoi rapporti con gli allenatori come sono stati?
«Sempre ottimi. Forse l'anno più divertente l'ho passato a Crotone con Gasparini, ma anche con Somma mantengo un bel rapporto. Colantuono poi stravedeva per me. Quando ho letto che sarebbe andato a Udine sono stato molto contento: è un grande motivatore, bravo a preparare le partite e a tirar fuori il massimo da ogni giocatore. Penso possa riportare l'Udinese in alto, dandole grinta e carattere».
- Dopo oltre 250 gare in B, com'è ritrovarsi tra i dilettanti?
«Non è facile adattarsi, soprattutto a livello organizzativo. Affronto questa esperienza anche con lo spirito di aiutare i giovani e far loro capire che per arrivare in alto non è necessario solo il talento, ma anche la disciplina e l'educazione. Ora i regolamenti esaltano e illudono i ragazzi, che poi abbandonano precocemente e si ritrovano senza prospettive poiché hanno lasciato gli studi e non sono sostenuti dalle famiglie».
- Il presidente Gini e il ds Calderone sono sulla stessa lunghezza d'onda: la Sanvitese ha un organico particolarmente giovane. Quali sono le prospettive dell'annata?
«Dovunque mi trovi a giocare a me piace vincere. Poi dipende dalla stagione, dal gruppo e anche da un po' di fortuna. In ogni caso vogliamo proporre un bel calcio, sia per noi che per i tifosi».
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Domenica 28 Giugno 2015, 05:40






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