Fermento a Torre, speranze per Rorai Altri due ruderi possono vedere la luce

Martedì 16 Luglio 2019
RIQUALIFICAZIONE
PORDENONE Non solo l'ex Amman, la rivoluzione toccherà presto anche gli altri due cotonifici che hanno segnato la storia industriale di Pordenone, cioè quello di Torre e quello di Rorai Grande, entrambi abbandonati come lo è del resto quello di Cordenons, ma quest'ultima è tutta un'altra storia, perché la luce in fondo al tunnel nell'hinterland non si vede ancora.
L'analisi parte dall'ex cotonificio Veneziano di Torre, un'altra chicca dell'archeologia industriale del territorio provinciale. Nelle stanze del Comune filtra un moderato ottimismo, dal momento che la proprietà dello stabile, ad oggi in disuso, sembra intenzionata a proporre un progetto di sviluppo dell'intera area. «Nel caso dell'ex cotonificio Veneziano - ha spiegato Cristina Amirante - le possibilità di sviluppo sono molteplici: può diventare un'area commerciale come residenziale, ma anche un luogo dedicato al settore direzionale. Serve però un piano particolareggiato». Un progetto c'era già, a firma della proprietà privata dello stabile, poi però la crisi e il suo morso avevano bloccato ogni intenzione di riqualificare la zona. E un certo fermento ci sarebbe anche attorno al cotonificio di Rorai, l'ennesima situazione calda entro i confini del territorio cittadino. Come detto, invece, un discorso diverso lo merita l'ex Makò di Cordenons, che asta dopo asta non riesce ancora a riscuotere il successo che meriterebbe, vista la storia che è passata tra la ciminiera e i capannoni ormai abbandonati. A Cordenons si voleva portare ad esempio la sede del liceo Galvani. Ma al momento, se non c'è alcun privato (o ente pubblico) intenzionato ad acquistare la struttura, la sorte sembra segnata in negativo.
M.A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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