Pfas, i genitori scrivono al sindaco

Sabato 3 Giugno 2017
Pfas, i genitori scrivono al sindaco
Nuovi depuratori dell'acqua nelle scuole e incontri con la popolazione: parte da questi due paletti la richiesta che i genitori dei bimbi e dei giovani che studiano a Montagnana hanno inoltrato al Municipio. Nel mirino ci sono le sostanze perfluoroalchiliche e i rischi legati all'assunzione di questi composti. La lettera, indirizzata al sindaco, è firmata dai rappresentanti dei genitori delle scuole della cittadina. All'iniziativa hanno partecipato tanto i genitori dei piccoli e dei ragazzi che studiano nelle scuole pubbliche, quanto quello che mandano i figli alle private: si va dall'asilo nido Valandro alla scuola per l'infanzia Prosdocimi Baricolo passando per la Turato, tutte le scuole dell'istituto comprensivo Chinaglia e per l'educandato San Benedetto. I firmatari partono dal presupposto che le sostanze perfluoroalchiliche sono state riconosciute come potenzialmente cancerogene da parte dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Ma anche dall'attuale attenzione che la Regione pone sulla contaminazione dei residenti nei territori esposti all'inquinamento da Pfas. La lettera chiede innanzitutto di aprire uno spazio di dialogo e di confronto con il Comune, in merito all'acqua utilizzata nelle scuole. I genitori riconoscono come la concentrazione di Pfas rilevata nell'acqua potabile di Montagnana sia al di sotto dei livelli massimi consentiti dalla normativa e si dicono consapevoli che il Comune sta già portando avanti, assieme al Cvs, una serie di operazioni per fronteggiare il problema. Ma le famiglie chiedono di adottare immediatamente misure prudenziali per salvaguardare la salute di bambini e ragazzi che mangiano nelle mense scolastiche. Le richieste sono due: «Predisporre si legge nella nota inviata al Comune l'utilizzo di acqua priva di inquinanti nelle mense scolastiche, sia per dissetare i bambini che per la cottura di alimenti e avviare un dialogo aperto fra Amministrazione e genitori da realizzarsi attraverso un incontro pubblico». Le famiglie ribadiscono comunque che questa azione, che si basa su un puro principio di precauzione, non ha alcun risvolto politico.