«Non è stato fatto nulla per proteggere i marinai»

Giovedì 5 Ottobre 2017
LA PRESENTAZIONE
«I vertici della Marina Militare non hanno voluto vedere lo scandalo delle navi piene di amianto, non hanno voluto proteggere i marinai, non hanno fatto nulla di quanto era in loro potere per fermare questo killer silenzioso che ha fatto centinaia di morti». Il maresciallo Pietro Serarcangeli è un testimone diretto della strage che si è consumata sulle navi che hanno continuato e ancora continuano a navigare portando nel proprio ventre il minerale messo al bando 25 anni fa.
La testimonianza dell'ufficiale che ha dato vita a una associazione a difesa delle vittime del dovere, è stato uno dei momenti più toccanti della presentazione avvenuta al Centro culturale San Gaetano del libro Navi di amianto (Oltre Edizioni) scritto dai giornalisti Lino Lava e Giuseppe Pietrobelli. È un atto di accusa per uno scandalo dimenticato che soltanto la tenacia dei magistrati padovani ha portato alla luce.
Il libro, presentato nell'ambito della Fiera delle Parole, racconta il dramma dei marinai che hanno servito fedelmente la patria ammalandosi perché non erano stati avvertiti della pericolosità del minerale. «Anche politici e ministri hanno raccontato frottole al Parlamento, spergiurando che l'amianto è stato rimosso, quando la mappatura dell'amianto e le conseguenti bonifiche sono iniziate solo pochi anni fa» ha spiegato Giuseppe Pietrobelli. «Il numero dei decessi ha raggiunto il livello di almeno 600 persone, come dimostra il capo d'imputazione del filone Marina Tre che deve ancora andare a processo» ha concluso Lino Lava.