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Case di riposo, oggi al via le vaccinazioni

Giovedì 31 Dicembre 2020
LA SITUAZIONE
PADOVA Erano attese per martedì ma poi il maltempo ha rinviato tutto di 24 ore. Ieri mattina sono arrivate all'aeroporto di Venezia 9.360 dosi di vaccino Pfizer destinate alla provincia di Padova. Rispetto al primo lotto di domenica scorsa ora c'è una grande novità: una parte di queste dosi anti-Covid sarà distribuita nelle case di riposo per anziani ospiti e personale sanitario. Le somministrazioni inizieranno oggi a Pontelongo (anche per gli ospiti) e in altre due strutture (solo per il personale). L'obiettivo è quello di concludere il giro delle 37 Rsa in tre settimane per poi procedere al richiamo del vaccino. A dieci mesi esatti dall'inizio dell'incubo Coronavirus in Veneto, ecco una straordinaria iniezione di speranza.
Niente camion militari, questa volta. Le confezioni sono state trasportate al policlinico di via Giustiniani con i furgoni della Dhl e all'ora di pranzo è partita la distribuzione negli altri ospedali della provincia. All'Azienda ospedaliera sono giunte 1.542 dosi, all'Ulss 6 Euganea 7.683 (comprensive di quelle destinate a parte del personale delle case di riposo). Sono 135 quelle destinate allo Iov, Istituto oncologico del Veneto.
IL PROGRAMMA
Domenica si sono vaccinati 90 operatori sanitari dell'Azienda ospedaliera, 110 dell'Ulss e 20 dello Iov. Ora si riparte. Nel pomeriggio di oggi sono previste vaccinazioni sia all'ospedale di Padova sia nelle strutture dell'Ulss, compreso l'ospedale di comunità di Montagnana: medici, infermieri e Oss di vari reparti sono stati scelti anche in base alla fascia d'età partendo da quella più avanzata. Oggi saranno vaccinati anche alcuni medici di medicina generale. Sabato 2 gennaio in Azienda ospedaliera è prevista un altro V-Day con vaccinazioni in serie da mattina a sera. Lo stesso giorno toccherà anche allo Iov, negli ambulatori della palazzina dell'ex Busonera.
«Se tutto andrà come da piano - ha spiegato ieri il nuovo direttore generale della sanità veneta, Luciano Flor - vaccineremo entro gennaio tutto il personale sanitario e il personale e gli ospiti delle Rsa. Il 18 gennaio partiremo anche con i primi richiami. È previsto il silenzio-assenso per le vaccinazioni, ma è ammessa la possibilità di esprimere un dissenso da sottoscrive per chi non volesse sottoporsi alla vaccinazione».
LE RSA
Tra pochi giorni toccherà anche alle case di riposo, flagellate da questa seconda ondata come testimoniano i numeri drammatici del Craup di Piove di Sacco. «Le vaccinazioni nelle case di riposo inizieranno dai primi giorni di gennaio - conferma Roberto Volpe, presidente dell'Unione regionale delle case di riposo - Si partirà dalle strutture Covid free. Fino ad ora sono riuscite a reggere ma necessitano di essere messe immediatamente in protezione. Poi nel giro di pochi giorni toccherà a tutte le altre, dove un minimo di immunità si è già diffusa. Nel giro di 20 giorni dovrebbe essere finito il primo giro per poi procedere con i richiami. Mi auguro che da parte del personale ci sia un'adesione massiccia, solo così questa campagna vaccinale potrebbe avere un'efficacia importante».
Si fa sentire anche Uneba, Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale. «Finalmente le strutture sociosanitarie hanno pari dignità con gli ospedali - si legge in una nota firmata dal presidente veneto Francesco Facci - Le lavoratrici e i lavoratori delle Rsa e delle strutture per anziani da marzo a oggi hanno compiuto sforzi enormi per proteggere gli anziani e se stessi ma pure le loro famiglie e le comunità e i territori in cui vivono, dalla diffusione del virus. Un vaccino efficace è un ottimo alleato del loro stesso impegno. Per questo, pur comprendendo che questa situazione inedita possa far vivere qualche incertezza, e nel rispetto della libertà di ciascuno, noi di Uneba auspichiamo che le lavoratrici e i lavoratori aderiscano alla campagna vaccinale».
LA TESTIMONIANZA
Chi non ha avuto dubbi sul da farsi è Monica Pertico, infermiera del 118 di Padova, informata del fatto che si sarebbe vaccinata con una telefonata mentre era in servizio sull'elisoccorso. «Il vaccino mi è stato somministrato domenica ed è stato un bel sollievo anche per i miei familiari - sorride Monica - Mi ero informata bene e mi fido della scienza e della medicina. Saranno loro a portarci fuori dalla pandemia».
Gabriele Pipia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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