Amianto sulle navi militari, il pm chiede l'assoluzione per gli imputati

Martedì 11 Dicembre 2018
IN AULA
PADOVA C'è stata una svolta al processo per le navi della marina militare imbottite di amianto. Il pubblico ministero Sergio Dini, titolare delle indagini, ha chiesto l'assoluzione per non avere commesso il fatto per i dieci imputati. A giudizio con le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose erano finiti tredici alti ufficiali (tre di questi sono deceduti) della Marina militare, della Sanità militare e di Navalcostarmi. Sono Francesco Chianura, Guido Cucciniello, Agostino Di Donna, Mario Di Martino, Umberto Guarnieri, Angelo Mariani, Luciano Monego, Sergio Natalicchio, Rodolfo Stornelli e Guido Venturoni. Rispetto alle imputazioni originarie, con una quarantina di vittime tra ufficiali e sottufficiali di stanza nelle navi militari, addetti alle macchine e alle riparazioni e una sessantina di malati in vari cantieri della marina, alcune accuse sono state dichiarate prescritte. Restano in piedi le imputazioni di omicidio colposo, per i decessi avvenuti dopo il 7 ottobre 2003, e di lesioni colpose per mesoteliomi, asbestosi e carcinomi diagnosticati dopo il 16 giugno 2007. Secondo l'accusa gli alti ufficiali avrebbero di rendere edotto il personale appartenente alla Marina Militare (sia imbarcato e sia in servizio a terra) dei rischi per la salute negli ambienti di vita e di lavoro a causa della presenza di amianto tanto all'interno delle navi militari e degli ambienti frequentati dai marinai per ragioni di servizio. Inoltre avrebbero omesso di sottoporre con regolarità i dipendenti della Marina Militare ai controlli sanitari e avrebbero omesso di adottare misure idonee a impedire il diffondersi di polveri d'amianto negli ambienti di lavoro. Infine, avrebbero omesso di curare la fornitura per l'effettivo impiego di idonei mezzi di protezione individuale. Ma il sostituto procuratore, davanti al giudice del Tribunale monocratico Chiara Bitozzi, ha chiesto per tutti e dieci gli imputati l'assoluzione per non avere commesso il fatto.
M.A.
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