Calatrava, dopo i gradini in vetro addio anche all'ovovia: vaporetti gratis per i disabili

Venerdì 8 Febbraio 2019 di Nicola Munaro
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VENEZIA - Sistemato almeno in parte il problema della scivolosità dei pianerottoli con la liberatoria dello stesso architetto Santiago Calatrava che ha aperto la strada alla sostituzione di 8 lastroni in vetro con dei gradini in trachite, ora il nodo che l'amministrazione comunale deve affrontare per sbrogliare la matassa del ponte della Costituzione, riguarda il definitivo accantonamento dell'ovovia per i disabili. Che, stando alle parole dell'assessora comunale ai Lavori Pubblici, Francesca Zaccariotto, verrà elegantemente cestinata. La soluzione al problema dei disabili che devono attraversare il Canal Grande, Venezia infatti ce l'ha in casa. Senza spendere altri soldi e, cosa non da poco, risolvendolo una volta per tutte. Con i vaporetti, e via acqua.

 
BIGLIETTI GRATIS«Con l'approvazione del Piano per l'eliminazione della barriere architettoniche (il Peba, ndr), fermo dal 2004, potrebbe esserci la svolta - assicura Zaccariotto - non solo per Calatrava, ma anche per quanto riguarda gli altri ponti sul Canal Grande dove il superamento delle barriere architettoniche diventa improponibile. Intanto mi auguro che l'ovovia venga tolta per sempre: era tutto sbagliato quel progetto». L'asso che Zaccariotto è pronta a calare sul tavolo prevede un accordo con Actv. «Abbiamo chiesto che un disabile intenzionato ad attraversare il Canal Grande possa salire gratis sul vaporetto alla fermata precedente al ponte per scendere a quella successiva, sulla riva opposta. Così si ridurrebbero anche i tempi di attraversamento visto che si potrebbe prendere qualsiasi vaporetto e che ne passano uno ogni cinque minuti. Per fare un esempio, e restando a Calatrava - continua la titolare della delega ai Lavori Pubblici - si salirà in vaporetto a piazzale Roma e si scenderà alla fermata della ferrovia. Molto semplice e praticabile anche per il ponte degli Scalzi, Rialto e per l'Accademia».
L'OK DELL'ARCHISTARDetto dell'ovovia, resta sul tavolo la questione della scivolosità del ponte che, con pioggia e umidità, diventa terreno minato per qualsiasi caviglia. Tanto che dal 2008, anno della sua inaugurazione, fino al 2017, sono stati 63 i rimborsi per le cadute sui gradini in vetro, diminuite col tempo grazie alla manutenzione quotidiana. Tra un mese però, e grazie a una liberatoria firmata nientemeno dall'archistar, le sedici lastre in vetro degli otto pianerottoli del ponte, quattro sul lato stazione e quattro sul lato piazzale Roma, (dove avviene il cambio di passo da parte di chi lo attraversa) verranno sostituite con altrettanti gradini in trachite, in modo da risolvere il problema della scivolosità. «Siamo intervenuti sui pianerottoli perché lì avvenivano il maggior numero di cadute - ammette l'assessora - Per farlo, ci è stato dato il via libera dallo stesso studio di Zurigo, in modo da tutelare il progetto originale del ponte».
CAMBI CONTINUIFatto sta che la sostituzione delle sedici lastre in vetro (costo dell'operazione, 40 mila euro) allontana sempre più la realtà fattuale dall'idea di progettazione: dopo lo spegnimento delle luci da sotto il ponte, ora il parziale addio al vetro. «La trasparenza del ponte ha dato il suo fascino all'opera ma ha richiesto delle modifiche per i problemi che ha presentato precisa Zaccariotto - È come avere una bella scala ma non poterla fare perché diventa impraticabile: con pioggia e umidità diventa un pericolo. Il nostro intervento è stato dettato da un dovere di responsabilità, pur rispettando i limiti di un progetto e di un archistar come Calatrava. Però no, non abbiamo mai pensato a sostituire il vetro sulla cima».

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