Calatrava, sparisce il vetro "scivoloso": su tutti i gradini arriva la pietra

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Calatrava, sparisce il vetro "scivoloso": su tutti i gradini arriva la pietra

di Roberta Brunetti

VENEZIA Via i lastroni in vetro, fragili e scivolosi, per far posto alla più tradizionale (e sicura) trachite. Sono iniziati i lavori di sostituzione dei pianerottoli del ponte della Costituzione. Un altro aggiustamento per la travagliata opera dell'archistar Santiago Calatrava, che nel corso degli anni ha già perso per strada l'illuminazione da sotto, perché confondeva il pedone, mentre resta irrisolto il nodo accessibilità, con la costosa ovovia sempre ferma al palo.

Per ora il Comune procede con l'annunciata sostituzione di alcune parti in vetro. «L'intervento è solo per i pianerottoli - precisa l'assessore ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto - Una sostituzione che abbiamo condiviso, a suo tempo, anche con l'architetto Calatrava. Ora, finalmente, partiamo con i lavori».
Un cantiere gestito a Insula che dovrebbe durare 30 giorni, se il meteo lo permetterà. Con un importo di 40mila euro circa, si procederà alla sostituzione integrale delle 16 lastre in vetro degli 8 pianerottoli del ponte con elementi in trachite: 4 lato Stazione ferroviaria e 4 lato Piazzale Roma.
Un intervento drastico dopo il fallimento di altre sperimentazioni, dalle strisce antiscivolo che si staccavano, alle resine speciali che non bastavano ad evitare i ruzzoloni. Ora i gradini resteranno ancora in vetro, ma con i pianerottoli in pietra l'idea è che i pedoni abbiano uno spazio sicuro in più, oltre alla stretta rampa centrale del ponte, concepita per far passare carretti e trolley senza rovinare il vetro, in realtà usata da tanti passanti, soprattutto quando piove o l'umidità cala a terra.
L'OVOVIA
Resta aperta la questione ovovia. «Siamo ancora in attesa - conferma l'assessore Zaccariotto - ma una svolta potrebbe arrivare con l'ormai prossima approvazione del Peba». Il piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche che indicherà una serie di interventi per rendere la città più accessibile.
In quel quadro potrebbe essere definitivamente riconosciuto il passaggio via acqua, con il vaporetto, come alternativo al ponte. E a quel punto eliminare l'ovetto che, di fatto, non ha mai funzionato. Un fallimento comunque per un ponte nuovo che non sarà mai per tutti. Ma anche questa è ormai storia del ponte.
 
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Giovedì 7 Febbraio 2019, 05:04






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5 di 12 commenti presenti
2019-02-08 18:12:14
Sei anni per costruire un ponte di 94 metri, circa 15,5 metri all'anno. Un ponte scivoloso e delicato a Venezia??? Poi ci si vanta delle mega opere di ingegneria italiana in giro per il mondo, ma per Venezia hanno scelto lo spagnolo. Un grazie a Cacciari (che ha anche poi imposto il nome alla faccia della cittadinanza che aveva fatto anche un "totonome")e Costa che dovrebbero sborsare di tasca loro tutti i costi, incluso il monitoraggio annuale.
2019-02-08 09:33:10
e il sindaco promulgatore dell'opera pseudo moderna, cosa dice???????
2019-02-08 09:30:53
Non si e' mai capito perche' chi l'ha progettato e costruito sto ponte ed e' anche stato pagato lautamente non ne deva rispondere e pagare tutti i danni o rinnovamenti necessari alla sicurezza, sicche' pagherai' come al solito il signor pantalone veneziano. vergogna .
2019-02-08 09:26:45
"condiviso, a suo tempo, anche con l'architetto Calatrava" perché e' pur sempre il ponte di Calatrava-Cacciari... gia' l'altra volta ha minacciato causa se le modifiche non sono approvate dal progettista.
2019-02-08 08:08:38
Mandate il conto alla famiglia cacciari.